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Strumenti di marketing turistico 5: il sito web

06 Mar

Nella nostra rassegna sugli strumenti di marketing turistico, abbiamo già messo nella cassetta degli attrezzi un bel po’ di roba: alcuni strumenti off line; il branding; la posta elettronica (anche se non abbiamo ancora parlato di newsletter) e la PEC; il telefono; il fax; il blog.
Oggi facciamo un ulteriore passo avanti e parliamo dell’opportunità di avere un sito web.

Tre interrogativi vale subito la pena di porsi:
a) è proprio indispensabile per un’azienda avere un sito?
b) che differenze ci sono tra blog e sito?
c) quanto ci costerà?

Per rispondere alla a), prenderò a prestito le parole di un saggio che ho appena letto e che vi consiglio caldamente:

La costruzione di un sito web costituisce la precondizione indispensabile per acquisire visibilità online. (…) Per acquisire leads non è sufficiente coltivare una community dentro i social media, ma bisogna fare in modo che gli utenti siano motivati a visitare il sito web dell’azienda per lasciare i loro dati: sottoscrivere la newsletter, registrarsi al sito, acquistare i prodotti.
Non dimentichiamoci che fino a quando gli utenti della nostra community restano attivi solo sui profili social dell’azienda, rischiamo che questi possibili leads non si convertano mai in potenziali clienti.
Inoltre, le piattaforma web 2.0 nascondono un altro pericolo: si tratta (…) di servizi esterni che l’azienda non può controllare direttamente. (…) Ne è un esempio Twitter, che negli ultimi mesi del 2012 ha attuato una progressiva procedura di chiusura delle sue API, limitando la possibilità che le imprese possano creare servizi a valore aggiunto basati sulle sue funzionalità.
(A. Prunesti, Social media e comunicazione di marketing, Franco Angeli 2013, pp. 155-156)

Capite? Ecco perché essere su Facebook o Twitter o su qualunque social media non solo non basta, ma è anche limitativo delle vostre potenzialità di vendita.

Veniamo ora alla seconda domanda: le differenze tra il blog e il sito. Esse, molto in sintesi, sono sia di contenuto (più interattivo di quello istituzionale del sito web) che di tono (meno formale che nel sito). Sempre Prunesti, infatti, ci suggerisce che il blog:

(…) E’ molto utile per condividere con la propria audience di riferimento informazioni aziendali, comunicati, approfondimenti e riflessioni sulle attività svolte dall’azienda utilizzando un tono di voce più informale, aperto ai commenti e alle segnalazioni degli utenti.
Dal punto di vista della comunicazione di marketing, il blog aziendale può essere configurato come una sorta di social media newsroom utile a pubblicare un flusso di articoli e contenuti finalizzati a:
– presentare nuovi prodotti e servizi
– ospitare esperienze, recensioni e contributi dei clienti o altri stakeholders.
(op. cit, p. 159)

Infine, i costi di attivazione e di gestione.
Come già spiegavo nel post sui costi del blog, occorre un budget per pagarci l’hosting e il dominio per possedere un nostro sito web. Esistono anche provider di hosting gratuito, ma in cambio dobbiamo ospitare la loro pubblicità. Meglio optare per un hosting a pagamento (Aruba, Netweb, Serverplan…), che con cifre molto contenute (es. Serverplan da 24 euro + Iva all’anno) ci forniranno uno spazio virtuale sufficiente a immagazzinare tutti i nostri dati.

Inoltre, è necessario scegliere una piattaforma open source (libera e gratuita) di software di personal publishing e CMS (content management system), sviluppata in PHP e che usi come database MySQL. Ciò consente la creazione di un sito internet formato da contenuti testuali o multimediali, facilmente gestibili ed aggiornabili.
Il lato positivo è che questo budget non è enorme, anzi: fatevi un giro su Aruba, Joomla, WordPress e altri e scoprirete che con qualche decina di euro all’anno potete ottenere un hosting (uno spazio virtuale dove immagazzinare i dati che confluiranno sul vostro sito web) e un sito con le funzionalità basiche richieste a una struttura turistica. Una cifra più o meno doppia occorre se vi servono tools supplementari come l’E-commerce.
Ad esempio, con WordPress possiamo costruirci un sito personale per una cifra minima di soli 15 euro all’anno. Joomla offre anch’esso una vasta gamma di CSM, con aggiornamenti costanti scaricabili periodicamente, un’ottima scelta di template, forum e corsi ovunque per imparare ad usarlo sempre meglio.

Non sarà facilissimo, specialmente all’inizio, ma senza un sito web, sul web non esistete… e addio web marketing!

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