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Io sono leggenda

12 Mar
fanucci.it

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L’erba era talmente alta che si era curvata sotto il suo stesso peso e, mentre camminava, gli scricchiolava sotto le scarpe pesanti. Non si udiva altro che il suono dei suoi passi e il canto degli uccelli. «Un tempo pensavo che cantassero perché tutto andava bene nel mondo», pensò Robert Neville. «Ora so che mi sbagliavo. Cantano perché sono stupidi».

Quando, un anno fa, vidi l’omonimo film scaricato in rete, per essere precisi: la versione con Will Smith del 2007, lo trovai splendido, dalle ottime atmosfere e ben recitato dal protagonista.
Scopro adesso, con quel certo turbamento che solo gli amanti sia dei libri che del cinema possono provare, che non solo la pellicola di Francis Lawrence è ispirata a un’altra del 1971 diretta da Boris Sagal, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man), protagonista Charlton Heston, ma che esse si differenziano notevolmente dal romanzo originale sia nello spirito che nel contenuto.
Addirittura, del remake 2007, esiste anche un finale alternativo, visibile solo tra i contenuti speciali in Dvd. Visti i notevoli incassi, da un paio d’anni la Warner Bros ha ipotizzato di girarne un prequel (I am Legend: the awakening) o un sequel, chissà: qui entriamo nelle logiche commerciali delle major. Esso rimane, peraltro, un prodotto di ottimo livello.

Non intendo spoilerare un solo dettaglio, mi limiterò a notare come persino la frase finale del protagonista, quella che dà il titolo al romanzo, assuma nelle due versioni sopra riportate, nelle quali pure Matheson è accreditato come soggettista, un significato completamente diverso, diciamo pure opposto, rispetto al romanzo originale.
Lo scrittore, peraltro, aveva sceneggiato l’unica versione cinematografica fedele, la produzione italo/statunitense girata quasi interamente all’EUR di Roma, con Vincent Price L’ultimo uomo della Terra, del 1964, diretta da Ubaldo Ragona o, non accreditato, da Sidney Salkow. Scopro in rete che nel 2005 ne è stata prodotta da Ripley’s Home Video una versione in Dvd rimasterizzata, con contenuti extra.

Certo il romanzo è tutt’altra cosa.
Un gran colpo di fortuna è stato trovare questa edizione del 2007, riconoscibile dalla foto di Smith in copertina, ma soprattutto con postfazione di Valerio Evangelisti, uno dei più dotati e sensibili scrittori di fantascienza italiani viventi, che traccia un buon quadro d’insieme dell’opera di Richard Matheson (1926-2013), scrittore, soggettista, sceneggiatore per il cinema e per la tv, nonché addirittura attore e produttore.
La postfazione è scaricabile anche dal blog collettivo Carmillaonline, su cui scrive anche Evangelisti, e ve la consiglio caldamente.

Ma soprattutto consiglio a chi ancora non lo conoscesse, soprattutto a chi, come me, non è particolarmente appassionato di fiction fantascientifica, di aprire questo libro e scoprire l’incanto e il coinvolgimento in cui Matheson, con poche scarne frasi e una scrittura allusiva e apparentemente quotidiana, è capace di avvolgere il lettore. Scrivo “fantascienza” perché nell’eterno sforzo umano di classificare gli artisti, Matheson è spesso stato così etichettato, ma di fatto Io sono leggenda rientra nel più puro horror.

Richard Matheson
Io sono leggenda
collana Cinema
Fanucci Editore, 2007
ISBN 88-347-1090-8
p. 183

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