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Le disavventure del Signor Tourism Worker – 2

22 Mar

Pensavate che negli alberghi rubassero solo i portacenere? Illusi! Il mondo è cambiato…

Dicevamo il 20 marzo di quanto fraintese siano le professionalità operanti nel turismo, nonché di quanto agli indubbi lati positivi se ne contrappongano altrettanti, diciamo così, mica tanto gradevoli.
Ma vi avevamo promesso, cari bambini, un sequel!
Credevate che ce ne fossimo dimenticati? Giammai.

Per cui adesso aggiungiamo una piccola galleria di disavventure, stimolanti come la dolce euchessina, che vi daranno nuovi spunti di riflessione quando valuterete anche voi se sia il caso di entrare nel rutilante mondo del turismo.

Diamo per scontato che nella maggior parte degli alberghi ormai è proibito fumare e che sono finini i bei tempi in cui il souvenir di viaggio minimo erano i fiammiferi personalizzati, e quello massimo il portacenere dell’hotel.

Diamo per scontato altresì che i nostri clienti si porteranno via gli oggettini che sono stati predisposti proprio per lasciare loro un ricordino personalizzato del nostro brand, come: saponette, bagnoschiuma, shampoo, lametta usa-e-getta, ciabatte da Spa, etc.

Quello che non avremmo dato per scontato è che qualche cliente si porterà via anche:
– due set di salviette
– set di lenzuola matrimoniali
– le due federe dei cuscini
– dieci rotoli di carta igienica
– il televisore ultrapiatto (sta alla perfezione in valigia)
– le chiavi della camera con tanto di portachiavi pesantissimo di noce intagliato.
Sicuramente per distrazione, soprattutto nel caso del televisore.

Un’altra cosa poco simpatica, a meno che non stiate prendendo il dottorato in psichiatria, è la frequenza degli psicolabili (soprattutto maniaci-ossessivi) che entrano negli uffici turistici.
Sono anni che mi chiedo il perché, e l’unica conclusione cui sono giunta (escludendo il valore aggiunto del condizionatore d’estate e del riscaldamento d’inverno, che peraltro favoriscono l’ingresso anche di vigili, carabinieri, poliziotti, pensionati e sfaccendati) è che, mentre per entrare in un negozio qualcosa devi comprare, o perlomeno sai che il personale si aspetta questo da te, in un ufficio del turismo è tutto gratis, ed è aperto tutti i giorni o quasi.
Il che significa:
– possibilità di portarsi via, gratis!, decine di brochure sulla sagra del torroncino, la rassegna di cinema cecoslovacco, il corso di tango che si tiene a 500 km da lì etc.;
– possibilità di parlare con qualcuno che deve essere gentile con tutti;
– possibilità di entrare tutti i giorni alla stessa ora, chiedere informazioni sulla stessa cosa del giorno prima, con telefonatina a metà giornata per ricontrollare;
– possibilità di importunare l’addetta che ci piace tanto e che, con le sue occhiatacce severe, ci dà quel brividino tipo maestra dell’asilo.
Una figata, insomma, per persone con grossi problemi di socializzazione e dotate di scarsi mezzi economici.

Ancor meno sgradevole è la possibilità di avere a che fare con una clientela poco solvibile.

Una mia conoscenza che lavora da oltre 10 anni in un albergo-ristorante a 3 stelle mi raccontava dei bei tempi in cui i camionisti, assidui frequentatori della sala ristorante, venivano colti mentre, al termine di lauti pranzetti, si calavano dal secondo piano, i cui bagni avevano finestroni rotondi, filandosela senza chiedere il conto. E rischiavano anche di farsi male, poverini!
Pare che ultimamente la cosa accada con minore frequenza, ma capita ancora.

Nello stesso albergo, a conduzione familiare e senza portiere notturno, nei primi anni non si chiedeva pagamento anticipato a nessun cliente, inclusi perfetti sconosciuti “di passaggio” che pernottavano per una sola notte. Con il bel risultato che spesso la mattina si scopriva che lo sconosciuto aveva lasciato la camera all’alba, senza salutare e soprattutto senza saldare il dovuto.
E con chi se la prendeva il titolare? Ma naturalmente con le cameriere, che secondo lui avrebbero dovuto vigilare meglio sulla clientela!
Pare che dopo un certo numero di eventi infausti, si sia deciso di chiedere per gli one-night-stand il pagamento anticipato.

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Pubblicato da su 22 marzo 2014 in Turismo

 

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