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Nebbie, puzza di patatine fritte e whisky a Edimburgo

24 Mar

Titolo un po’ abusato (addirittura Rankin ne ha un altro precedente altrettanto nebbioso, ma in quest’ultimo caso la colpa non è sua, essendo Set in darkness quello originale). Parte un po’ in sordina, facendosi sospettare che sia una gran noia.
Invece, poi, si rivela un diesel (vorrei dire tedesco; mai sentito parlare di diesel scozzesi), solidissimo, ben architettato, ben congegnato, ottimi dialoghi e tutto quanto occorre per dire che Rankin – di cui avevo sentito parlare da dio fin da quando, nel 2010, venne al Festivaletteratura – non è sopravvalutato, proprio per nulla.

dietro_la_nebbia_ian_rankin

Dietro la nebbia, Ian Rankin, copertina

Si intuisce, andando avanti con la lettura, che allo scrittore, non che i criminali gli stiano più simpatici dei poliziotti, ma che, insomma, ci trova più sugo, forse perché il motore della storia sono, per forza di cose, loro. O forse perché più sono rozzi, più sono autentici: lo stesso protagonista, il poliziotto John Rebus, è uno che con i criminali ci parla davvero, nel senso che parla la loro stessa lingua, ragiona come loro, beve pesante quanto loro, sa annusare il vento per capire come viaggiano i loro interessi (un’autentica goduria, al contrario, è il personaggio del lecchino arrivista Derek Linford: leggete e ditemi se non avete anche voi almeno un collega così).
Criminali di professione, intendo, avendo qui scoperto che Edimburgo non ha nulla da invidiarci in termini di criminalità organizzata.
Ho trovato peraltro un po’ fiacchi i personaggi femminili, compresa Lorna; le uniche vagamente sopra la media della prevedibilità sono la poliziotta Siobhan Clarke e l’anziana pittrice Alicia Grieve. That is a men’s world…

Altro ottimo motivo, benché forse in questo ambito Rankin strafaccia, è l’amore per la sua città, la storia, le ballate poetiche e le atmosfere di uno strano luogo dove, nella stessa giornata, si possono susseguire inverno, primavera ed estate.
Una devozione che lo fa scrivere un po’ come raccomandava Eco nelle Postille al Nome della rosa: perennemente con la biro in una mano e la cartina nell’altra!

Ian Rankin
Dietro la nebbia
RL Libri Superpocket, 2004
500 pagine

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