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A suspension of belief

26 Mar

Senza pietà, Patricia Highsmith, copertina

Senza pietà, Patricia Highsmith, copertina

In Come si scrive un giallo – Teoria e pratica della suspence, ricordo la Highsmith discorrere a lungo sulla genesi di questo romanzo (titolo originale A suspension of mercy, 1965): scalette, controscalette, drastici cambiamenti di trama, e poi dubbi, tantissimi dubbi, e l’ossessione della

credibilità.
In questo momento non vedo l’ora di andarlo a rileggere, ma so già che non lo farò a breve (era un prestito bibliotecario).

Comunque: avvince, eccome se avvince. E lei, la Pat, vorrebbe farci credere che gli scrittori sono fatti così: amorali, irrazionali, giocherelloni e infantili, all’occorrenza violenti, magari solo nella fantasia ma poi chissà.
Dostoevskijani che di più non si può, di un sadomasochismo da nauseare lo stesso Dostoevskij.

Però a me non mi freghi. Avevi ragione, Pat, a dubitare che ‘sta storia funzionasse. Non per l’intreccio, che fila via benissimo, ma per la psiche dei personaggi.
Non ci credo che uno scrittore, quando vede che per colpa di una sua fantasia di cui si è troppo compiaciuto, tutto il suo mondo, e soprattutto il suo lavoro, sta per crollare, non se ne tiri fuori in qualche modo prima di perdere completamente il controllo. Non quando finalmente stanno per pubblicargli quello che scrive, dopo anni di umiliazioni.

Nè ci credo che una personalità come quella di Alicia non corra, prima o dopo (comunque in tempo per non fare una brutta fine) dalla mamma a piangere, possibilmente senza accennare a un amante, che in effetti ci farebbe brutta figura.

Insomma, considero questo romanzo la divertente fantasia sadomaso di uno scrittore di gialli: che si è esercitato ad ammanirci la storia di un altro scrittore di gialli, con una moglie pittrice fallita, tirando e tirando la corda della nostra credulità fino a spezzarla, cosa che non dovrebbe succedere prima dell’ultima pagina.

Patricia Highsmith
Senza pietà
Bompiani, 1995
280 pagine

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3 commenti

Pubblicato da su 26 marzo 2014 in Momenti di felicità su carta

 

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3 risposte a “A suspension of belief

  1. wwayne

    30 marzo 2014 at 13:49

    Se ti piacciono i gialli, ti straconsiglio di leggere “L’ ultimo vero bacio” di James Crumley, di cui ho parlato in questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2013/10/27/l-ultimo-vero-bacio/. Nei commenti puoi trovare (divisa in 3 parti) la lista di tutti i libri che ho letto negli ultimi mesi, una sorta di aNobii in versione WordPress. : )

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  2. LaSiMoschini

    31 marzo 2014 at 10:36

    Grazie… lo metto in wishlist, come avrai capito adoro i gialli e ne ho letti veramente una quantità imbarazzante nella mia vita.
    Dato che ne parlavi, ti consiglio di iscriverti ad Anobii, se non ci sei già… è un ottimo modo per conoscere altri lettori, libri sconosciuti, gruppi di discussione etc., tutto gratuito fra l’altro.

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