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Piacevolmente stupita da Gonzaga

29 Apr

Che cosa significa per voi “La Millenaria“?
Se siete mantovani, ci siamo già capiti: è la fiera campionaria, un tempo dedicata soprattutto al bestiame, che si tiene ogni anno nella Bassa mantovana, a Gonzaga, in settembre. Si chiama così per l’ovvia ragione che esiste da parecchi secoli, anche più di mille ormai.
Queste tradizioni contano, riflettevamo con D. il 25 aprile mentre facevamo lo slalom tra le auto parcheggiate dappertutto già alle 8 del mattino: altrimenti non si spiega un successo di pubblico del genere. La gente sa che questo mercatino esiste, ma non solo, lo sa da generazioni, e forse questo fattore fa una certa differenza rispetto ad altre situazioni più recenti o, peggio, improvvisate.

Opinione confermatami da P. e L., due vecchi miei amici incontrati in giro sotto il sole, cercatori di fumetti e di statuette manga: secondo loro Gonzaga è al momento il migliore e più fornito mercatino del mantovano. Sicuramente più di quelli della città e di Suzzara, che definire poveri è un eufemismo.

L’atmosfera di Gonzaga, per chi sa annusare l’aria, era da mercatino vivo e vivace: folto di gente, età eterogenee, merci sia di alto che di medio e basso prezzo, accenti non solo del posto ma soprattutto emiliani, espositori che ci vengono da luoghi non proprio sotto casa (ad esempio un paio di libri li ho acquistati da un signore di Empoli, che alla mia domanda se lo potevo trovare altrove in provincia, ha risposto che fuori dalla Toscana lui fa solo Gonzaga e Piazzola sul Brenta).
Consideriamo anche che era il 25 aprile, il che significa che tutta quella gente è andata là apposta, come noi, scegliendo un’esperienza del genere al posto della classica grigliata o picnic. Certo avrà influito il fatto di averne appena fatta un’altra il Lunedì di Pasqua, ma con il sole che splendeva e la temperatura alta, non era poi così scontato un successo del genere. Penso proprio che gli espositori siano rimasti soddisfatti.

Ovviamente D. mi ha sgridata perché, da maniaco qual è, si fa un punto d’onore di arrivare ai mercatini all’alba, ma per i bradipi irredimibili come la sottoscritta le 8 non sono affatto male. Tanto più che ho trovato subito un tipo che vendeva libri seminuovi a metà prezzo e ho beccato al volo Dr Sleep di King (per chi non lo sa ancora, è il seguito di Shining, uscito un paio di mesi fa. Prezzo pieno 19 euro) e un altro romanzo americano che ho divorato in pochi giorni, La lezione, di tale Alissa Nutting (8 euro invece di 17).

Quando alle 15 passate ci siamo avviati, piedi gonfi e doloranti, verso il parcheggio, io avevo beccato altri due romanzi e due meravigliosi foulard, uno di Burberry’s in viscosa, con la classica trama scozzese, e uno anni ’70, una fantasia geometrica, di seta. Non che me li abbiano regalati, 20 euro il primo, 10 il secondo, ma li meritavano secondo me.
D., dal canto suo, ha portato a casa la solita ventina di vinili, di cui la metà 45 giri, ed era estremamente soddisfatto. Lui non ha pranzato, mentre io prima di mezzogiorno avevo già ordinato un meraviglioso e godurioso panino salsiccia e peperone al baracchino di gente molto simpatica che conosciamo da feste Pampuboia.
E l’ho digerito la sera stessa!

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Pubblicato da su 29 aprile 2014 in Mercati & mercatini

 

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