RSS

10 ragioni per andare o non andare al mercatino di Orzinuovi

06 Mag

La domenica trascorsa al mercatino di Orzinuovi ci offre molti spunti di riflessione e, soprattutto, di risate.

PRO
Lungo le rotonde bresciane si vedono tante signorine gentili e decisamente poco freddolose. (Dubbio logistico: che la rotonda sia luogo insospettabilmente redditizio per l’esercizio del meretricio?)

In auto, ci godiamo un’intera puntata di Destini incrociati (Radio24) imperniata sulle figure indimenticabili di Indro Montanelli e Dino Buzzati, il che mi fa venire in mente che da troppo tempo non rileggo Un amore di Buzzati.

Al bar vicino alla chiesa (notevole per le campane ottocentesche deposte davanti al sagrato) degustiamo due panini ottimi ed enormi, del costo di 3 euro l’uno.

E’ l’occasione per rinfrescare la propria conoscenza dei dialetti bresciani (“gnaro!”).

Come sempre succede, anche qui si incontrano alcuni esercenti onesti: prezzi in vista e relativamente bassi, libri abbastanza vari e ben tenuti. Io, per esempio, ho portato via 4 volumi in ottimo stato per 1,5 euro l’uno (tra cui Tempo di uccidere di Flaiano, che mi mancava).

Per il settore vinili, anche D. ha riempito ben bene lo zaino.

CONTRO

E, come sempre, si incontrano anche qui altri esercenti del genere che D. definisce “affezionato alla sua merce“. Da cosa si riconoscono?
Facile: sono come la simpatica signora che ieri, alla mia domanda quanto costassero i libri, prima dice: – Dipende. Quali?
– Questo scatolone.
(erano gialli, di cui tre che avevo già messo da parte)
– Eh, dipende.
– Da cosa?
– 1 euro l’uno tranne gli Agatha Christie che ne costano 2. – Poi si corregge: – Però quelli incellofanati dipende, c’è il prezzo sopra, sono d’epoca, vede? 1930… 1941…
– Vedo, vedo.
Poi lei, quatta quatta, si porta via i tre libri che avevo già adocchiato e se li porta via.
Io faccio finta di niente, continuo a scorrere il cartone dei gialli e, alla fine, mi avvicino alla simpaticona.
– Mi scusi ma… quei libri lì, come mai se li è portati via?
– Eh… questi son particolari… vengono 3 euro l’uno.
Sto per riderle in faccia ma mi trattengo: – Ma va’? Vabbe’, grazie e arrivederci.
Per farla breve: prezzo deciso sul momento: più ti interessa, più cerca di fartelo pagare. Il problema (suo, non mio) è che i libri che mi interessavano sono degli anni ’80, per niente rari, e li trovo da tanti altri venditori a 50 centesimi, mal che vada a 1 euro l’uno. Però lei non lo sa: è tanto ignorante quanto avida, il suo naso sa fiutare solo il desiderio del cliente, ma non è in grado di valutare la merce.
Peggio per lei.
Al pomeriggio D. è tornato a farci un giro, senza di me, per vedere che prezzo faceva a lui la vecchiaccia. Ma i tre libri, nello scatolone, non c’erano, come volevasi dimostrare: se li era tenuti accanto, vicino alla cassa! Metti caso che qualcuno volesse portarglieli via!

Ma il vero punto dolente è l’oggettiva scarsità di banchi, a fronte della distanza geografica (da Mantova sono 82 km su strada statale). Non conviene, insomma, a meno di essere in cerca di un particolare banco.

Però se, come noi, ci si ritrova a voler vedere un nuovo mercatino la prima domenica del mese, tanto per cambiare sepoffà.

EPILOGO

Alle 18.15 stiamo girando in cerca di parcheggio in una Mantova accaldata e sovraffollata. Decido di scendere e prendere in mano la situazione: ci sono due angolini di piazza Virgiliana dove, di solito, qualche posto si libera a rotazione. – E il cellulare?!
– Ah già.
Scendo e mentre D. si fa in macchina il giro dei laghi, raggiungo zampettando il punto cruciale. Evvài! C’è una Volkswagen che sta proprio andando via!
Chiamo in tempo reale D., che mi sta proprio passando davanti, e intanto mi piazzo di corsa al posto della VW per tenere il posto.
Un nanosecondo dopo si materializza un’Alfa Romeo rossa il cui autista mima, al mio indirizzo, un: stai andando via?
No, mimo, mi spiace.
Il tizio fa scendere il finestrino e mi fa: – Ma guardi che non si può tenere il posto così!
Faccio la gnorri, tanto so che D. sta facendo retromarcia per tornare. Però l’alfista non demorde. E’ paonazzo. Fa marcia indietro anche lui ed entra nel parcheggio apostrofandomi con un: – Ma lei lo sa che sta violando il codice della strada? Non si può!
– Chiami i vigili!, gli rispondo.
Nel frattempo entra nel parcheggio anche D., mi guarda interrogativo, intuisce al volo e scende dall’auto in tutto il suo metro e ottantacinque. L’alfista a quel punto si rivolge a lui borbottando: – Eh ma non può mica lasciare una donna cinque minuti nel parcheggio al posto suo!
– Ma se ero qui da venti secondi!, intervengo io un po’ scocciata dall’essere esclusa dalla conversazione. (E comunque ho avuto io l’idea, mica lui, vorrei aggiungere)
Il tizio comunque ci manda in quel posto e se ne va. Anche questa è fatta, se dio vuole.

E adesso trippa! Per fortuna non fa ancora caldissimo…

Annunci
 
 

Tag: , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: