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Decreto cultura e turismo: commento ai ‘requisiti per le guide turistiche’

24 Mag

Da oggi ho intenzione di commentare, un po’ alla volta, il decreto legge per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo emanato il 22 maggio 2014 dal governo Renzi (c.d. Decreto cultura e turismo).

Per ora, devo preannunciare che mi sembra molto vago e ricco più di buone intenzioni che di concretezza, ma siccome soffro di ésprit de l’éscalier, può anche darsi che l’esegesi puntigliosa e articolata mi faccia dire cose diverse nei prossimi post.
Così come può darsi che nei prossimi mesi il governo metta effettivamente mano a manovre di più ampio respiro come il fantomatico piano strategico sul turismo preannunciato in conferenza stampa.

Siccome il testo ufficiale non è ancora stato pubblicato, mi limiterò per ora a commentare in ordine sparso i macrotemi del decreto. Cominciamo quindi con i requisiti per le guide turistiche.

Requisiti per le guide turistiche
Previa intesa con le Regioni e le province autonome, entro il 31 ottobre 2014 verranno individuati i requisiti necessari per ottenere le abilitazioni specifiche per le guide turistiche nei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico e il procedimento di rilascio.

E già cominciamo male.
Perché il d.l. ripete quanto già contenuto nella recentissima L. 97/2013, che all’art. 3 affermava che le abilitazioni rilasciate e che saranno rilasciate hanno valenza nazionale, e che entro 3 mesi dalla sua emanazione una conferenza Stato-Regioni avrebbe individuato i requisiti necessari per ottenere le abilitazioni specifiche per le guide turistiche nei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico.

Inutile dire che i 3 mesi sono passati invano: il governo Letta evidentemente aveva altro a cui pensare, e dubito fortemente che quello Renzi veda nella materia un’urgenza maggiore. Però la lobby delle guide turistiche è sul piede di guerra già da un anno, chiedendo legittimi chiarimenti a noi delle Province che, come al solito, siamo nel mezzo e non possiamo fare altro che aspettare le decisioni altrui.
Cosa dà fastidio alle guide? Il fatto che secondo la nuova legge chiunque possa esercitare il mestiere su qualsiasi parte del territorio italiano, mentre sinora l’abilitazione era strettamente provinciale. Difficile pensare che una persona possa seriamente essere preparata sulle risorse naturali, storiche, artistiche etc. etc. di un intero Paese, no?

Quindi, rimandiamo ad Halloween l’individuazione dei fatidici requisiti, sperando che sia la svolta buona (come ama dire il premier) per fare finalmente chiarezza.

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Pubblicato da su 24 maggio 2014 in Turismo

 

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2 risposte a “Decreto cultura e turismo: commento ai ‘requisiti per le guide turistiche’

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