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La rivoluzione dei musei statali

20 Giu

I miei venticinque lettori penseranno che mi sia innamorata di Dario Franceschini, vista la frequenza ornai quotidiana con cui scrivo di lui.
Be’: con la barba ci ha guadagnato, ma la banale verità è che, mentre mi stavo faticosamente impegnando ad analizzare, un articolo per volta, l’Art Bonus, quello zuzzurellone mi salta fuori con scottanti anticipazioni sulla rivoluzione prossima futura delle tariffe nei musei statali!
E’ bene ricordare che i musei statali sono relativamente pochi (es. in provincia di Mantova abbiamo solo il Ducale, che però costituisce di per sé uno dei principali motivi delle visite turistiche). Però le novità che li interesseranno sono molto importanti, e tutte positive devo dire.

Diamoci un’occhiata (sempre rammentando che il decreto non è ancora ufficiale e che si tratta di anticipazioni per bocca del ministro):

1) GRATUITA’ SOTTO I 18 ANNI E SCONTI FINO A 25

“Dal primo luglio – ha detto il ministro – le gratuità riguarderanno solo i giovani sotto i 18 anni e alcune categorie (es. insegnanti); resteranno le riduzioni fino ai 25 anni; mentre scomparirà la gratuità per gli over 65 che, tuttavia, potranno visitare i musei senza pagare il biglietto ogni prima domenica del mese”.

E’ con ogni evidenza una misura pro-giovani. Ottima, sapendo che la disoccupazione colpisce questa fascia di età in modo superiore a qualsiasi altra, sommandosi alla scarsa disponibilità finanziaria degli studenti di ogni età.

2) MUSEI GRATIS OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

“Viene infatti istituita la ‘Domenica al museo’ nel corso della quale, ogni prima domenica del mese, tutti i luoghi della cultura statali saranno visitabili gratuitamente. In questo modo si rende più equa la gratuità, non legandola, ad eccezione che per gli under 25, ad anacronistiche fasce d’età che peraltro non corrispondono più alle effettive differenze di reddito. Poi si evita, in questo modo, l’assurdità che anche facoltosi turisti stranieri over 65 non paghino il biglietto, come avviene oggi.”

Perfetta in sé, ma non capisco perché legarla al ragionamento sui pensionati. Se consideriamo che ormai i pensionati sono quasi gli unici a percepire un reddito sicuro e a tempo indeterminato, insomma dei privilegiati, si capisce che il governo vada a pescare anche lì.
Però passare da gratuità a tariffa piena non mi sembra giusto, avrei visto meglio una riduzione: ci sono pensionati benestanti, pensionati – ceti medi e pensionati malmessi, e anche questi ultimi avrebbero diritto a visitare un museo ogni tanto.
.. non solo una domenica al mese.

3) OGNI ANNO 2 NOTTI AL MUSEO AD 1 EURO.

“Così come viene rafforzata l’iniziativa ‘Una notte al museo’ prevedendo, almeno due volte l’anno, l’apertura notturna de musei e dei siti archeologici al costo di un euro.”

Ottima idea: si razionalizza un’iniziativa che gode di successo da anni e che, di per sé, rende più affascinante (oltre che più fruibile per i lavoratori) qualsiasi museo.

4) TUTTI I VENERDÌ MUSEI APERTI FINO ALLE 22.

“Anche sugli orari ci sono importanti novità: tutti i venerdì, i grandi musei (compresi Colosseo, Pompei ed Uffizi) prolungheranno l’apertura di due ore e saranno visitabili fino alle 22”.

Sul venerdì al museo ho qualche dubbio: avrei visto meglio il giovedì, per il semplice fatto che non è serata da uscite in famiglia, semmai da gruppi amicali, i quali il venerdì si dedicano ad attività più vivaci e mangerecce. Magari mi sbaglio e le statistiche mi daranno torto.

5) PER IL GOVERNO PRIORITARIO VALORIZZARE LA RETE MUSEALE

“Questo intervento sugli orari e sulle tariffe – ha detto Franceschini – si somma agli altri significativi provvedimenti che il governo sta mettendo in campo per valorizzare il sistema museale italiano: dalla recente norma del decreto ArtBonus, che introduce l’autonomia finanziaria e la figura del manager nei grandi musei; fino alle nuove modalità di trasferimento delle risorse che supera il versamento degli incassi da biglietti in un unico fondo nazionale e attribuisce invece ai singoli musei gli importi in misura corrispondente ai biglietti effettivamente venduti. Un meccanismo che responsabilizza e spinge a comportamenti attivi e virtuosi.”

Questo passaggio non è spiegato molto bene per cui soprassiederò, in attesa del testo ufficiale.
Ben venga, comunque, la valorizzazione della rete museale.

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Pubblicato da su 20 giugno 2014 in Turismo

 

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