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Pensierini sciocchi da spiaggia

03 Lug

Il famoso dilemma “ambulanti vs. femmes savantes”
Perché i vuccumpra‘ evitano di disturbare il sacro riposo di chi dorme in spiaggia, ma non si fanno alcuno scrupolo a interrompere me che sto leggendo un libro?Cala-Croce-Lampedusa


Stress da inattività
In spiaggia ci sono due tipi di persone.
Quelle che si rilassano e si godono il momento. E quelle che no.
Forse ci sono persone a cui andare in vacanza fa male. Tutto il resto dell’anno a lamentarsi di quanto siano stressati, ma poi quando ci vanno, soffrono di irrequietezza cronica, non riescono a stare fermi, si aggirano come animali in gabbia.
O hanno sbagliato vacanza, oppure dovrebbero essere in ufficio, nel loro habitat naturale.


Piccoli monaci

I bambini non sanno più fare i castelli di sabbia. Giocano per ore con secchiello e paletta, ma non sanno costruire niente, non dici un castello con le mura e quattro torri, ma una torre estratta da un secchiello rovesciato. Fanno avanti e indietro dalla riva del mare per ore, poi tornano tutti fieri dai genitori e rovesciano l’acqua ai loro piedi.
Non ci sono più le gare a chi costruiva il castello più grosso o il tunnel più profondo.

Non parliamo poi delle biglie, che nessuno compra più. Oppure le comprano, ma nessuno ci fa la pista o che. Prima ho visto due bambine che ci giocavano facendole cozzare l”‘una contro l’altra.
Ma – sarà l’influenza di Baricco (sto leggendo I barbari) – ho l’impressione, e non da oggi, che si sia perso il senso del gesto,e quindi del divertimento, che era insito nel gesto del gioco.
Immagino genitori comprare coscienziosamente, o forse soltanto per riflesso condizionato o memoria inconsapevole, giochi da spiaggia per i loro figli.
Poi insegnare loro come ci si gioca. E cercano di farli socializzare tra di loro, tra bambini cioè.

Tutto inutile. I bambini di oggi non ci cascano. Fanno finta, svogliatissimi, di giocarci, e di socializzare con gli altri bambini, ma in realtà vogliono solo riempire e svuotare il secchiello con l’acqua. Avanti e indietro. Ciascuno nella sua beata solitudine.
Piccoli monaci persi nei loro gesti ripetuti all’infinito.

 

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Pubblicato da su 3 luglio 2014 in Diario

 

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