RSS

In love with Battiston

07 Lug

Secondo la mia amica C.. è il miglior attore italiano under 40. “Altro che Favino!” mi fa.
“Meglio anche di Gifuni?”
“Massì… Gifuni è grande, ma ha talento solo drammatico. Lui invece ti sa fare sia la commedia che le parti serie”.
Confermo. E senza nulla togliere a Fabrizio Gifuni, visto sia a teatro che al cinema o in tv: Giuseppe Battiston da Udine, classe 1968, ha la grazia dei veri attori, quelli che sanno sia farti ridere che piangere. Modesto, lineamenti dolci, apparentemente impacciato da una fisicità pesante e dall’accento friulano, in ogni occasione dimostra invece crescente leggerezza e libertà interpretativa.

Orson-Welles-Roast-Giuseppe-BattistonDal vivo lo avevo già visto  nell’estate 2010 in un one man show a Mantova, un omaggio a Orson Welles, dove monologava in accappatoio, ed era stato assolutamente convincente.

Ma venerdì sera, al Teatro Romano di Verona, come protagonista dell’Otello per la regia di Pappi Corsicato (il testo shakespeariano è stato tradotto da Patrizia Cavalli), ha dimostrato di cavarsela benissimo anche in un ruolo oscuro e drammatico: quello dell’innamorato aperto e fiducioso che, non per indole ma per altrui induzione, arriva a diventare il geloso per antonomasia, fino al delitto.

Per la verità, come innamorato era già stato un comprimario che si faceva notare in Pane e tulipani (1999), detective della mutua, malpagato e con cellulare d’anteguerra, che alla ricerca della fuggitiva Licia Maglietta per sbaglio si innamora della massaggiatrice Marina Massironi. E già lì si vedeva l’attore di razza.
Ma negli anni non ha fatto che crescere e vincere premi e prendersi sempre più ruoli da protagonista, e anche quando protagonista assoluto non lo è, ruba la scena comunque: basti guardare La passione (2010), dove è un ex carcerato con la passione del teatro che, scappato il protagonista-cane di una sgangherata sacra rappresentazione di paese, finirà per avere il ruolo di Gesù immedesimandovisi molto più dell’originale.
O in Complici del silenzio (2009), dove interpreta un giornalista sportivo che presenzia ai Mondiali argentini del ’78 senza rendersi conto dello stato dittatoriale del Paese: anche lì supera di diverse lunghezze il bello della situazione Alessio Boni, uno degli attori più sopravvalutati degli ultimi anni.

Nel frattempo, D. e io ci stiamo vedendo pian pianino tutti i suoi film. Ieri sera, per esempio, ci siamo guardati A casa nostra di Francesca Comencini (2006), dove è solo uno dei tanti protagonisti di un complesso intreccio politica-banche-malavita, ma ci regala il solito tocco di sensibilità e delicatezza con cui sa rendere credibili tutti i suoi ruoli indipendentemente dalla credibilità di dialoghi e sceneggiatura.

zoran-il-mio-nipote-scemo

Un consiglio a chi lo conoscesse poco: Zoran, il mio nipote scemo (Italia-Slovenia 2013, regia di Matteo Oleotto, al suo esordio).
Qui Battiston è il protagonista quasi assoluto, mattatore scatenato senza alcuna policital correctness, nel contesto di un piccolo gioiello di comicità, alcolismo spinto, realismo e  realtà culturale di frontiera.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 7 luglio 2014 in Salva & riguarda

 

Tag: , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: