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Shopping in Berlin #2 / fashion

02 Ago

Mentre l’augusto consorte si dedicava alla sua passione per il vinile, la sottoscritta nella sua qualità di bibliomane languiva… nel senso che un amante dei libri all’estero che voglia soddisfare la sua passione ha 3 possibilità:
1) se è fortunato, trovare libri nella sua lingua;
2) comprare libri nella lingua del Paese ospite;
3) comprare libri in una lingua che conosce.

Siccome l’opzione 1 mi è impossibile in Germania e la 2 richiede di solito troppa concentrazione linguistica per godere della lettura, ho finito per  non comprare nulla, se non due curiosi libriccini in inglese scovati al bookshop del Neues Museum: Akhnaton (scritto così, alla greca) di Agatha Christie e The treasures of Troy, un piccolo saggio sulle scoperte di Schliemann, che appunto in quel museo sono conservate – ad eccezione purtroppo dei gioielli più imprtanti, il cosiddetto Tesoro di Priamo, che i sovietici si portarono via come bottino di guerra nel 1945.

Il lettore ingenuo supporrà quindi che io abbia speso poco in optionals a Berlino: ingenuo, appunto! Una donna trova sempre il modo di sputtanare soldi in giro!

Ed ecco quindi un sandalo di Trippen, casa produttrice berlinese con sede nell’Haneckemarkt, un bellissimo complesso edile con alcuni edifici Liberty.
La particolarità delle loro scarpe? Essere studiate per essere funzionali, pratiche e comode. Il design è quindi diverso dal nostro, proprio perché subordinato alla portabilità. I materiali, peraltro, sono di primissima qualità: solo pelle per la tomaia e gomma per i tacchi, che assumono le più fantasiose forme.
Non solo si possono comprare nei negozi della capitale e in alcuni altri della Germania, ma anche on line e presso i concessionari in giro per il mondo (ad esempio, a Mantova ce ne sono due: Etré e Bernardelli).

Un altro acquisto imprevisto, avvenuto in un noioso giorno di pioggia in cui mi ero rifugiata sotto una tenda in Boxhagener Platz, è stata una splendida borsa da giorno di gomma  firmata Packattack. Qui, non solo il negozio è produttore, ma si assiste in diretta alla creazione di nuovi modelli da parte dell’artigiano che le lavora.
Sono tutti pezzi unici, in vari formati. Io ne ho presa una nera con lo skyline di Berlino; l’interno è blu elettrico, con varie e pratiche tasche che la rendono perfetta per l’ufficio ma anche per un’uscita infornale. Prezzo originale 100 euro, pagata 50 perché rimanenza dell’anno precedente.

In un mercatino, proprio alla vigilia del ritorno a casa, quando non ci speravo più, cosa ti vado a scovare? Un Carcassonne nuovo di zecca (chissà, un regalo non gradito?), che la proprietaria mi ha venduto per soli 5 euro… un affare, visti i prezzi correnti!

Avrei potuto comprare tanti vestitini usati, nei mercatini che abbiamo visitato, ma sinceramente indossare roba usata non mi piace, e nei negozi nuovi sono andata così poco, tra mercatini appunto e musei, da non avere il tempo di valutare nulla… ma alla prossima non mi farò trovare impreparata!

 

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Pubblicato da su 2 agosto 2014 in Diario

 

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