RSS
Immagine

#Trippen la scarpa femminista

08 Ago

trippen_shoesEbbene no: non avrei mai creduto di poter abbinare l’aggettivo femminista a un sandalo fetish. Anzi, a un paio di sandali fetish.
Ma questi di Trippen, disegnati, realizzati e venduti a Berlino, sono il sogno di quella categoria di donne che rischia il suicidio, o perlomeno la frattura scomposta della caviglia, tutte le volte che osa un tacco.

Comodi, sexy, morbidi e neri, avvolgono il piede in vera pelle, e mettono tra me e il suolo una complessa geometria di gomma, dai profili bizzarri, che mi impedisce di scivolare, urtare, di appoggiare male il piede, di prendere storte e di fare figuracce.

Solo dei tedeschi avrebbero potuto pensarci.
Il loro design, basta andare sul sito, è completamente diverso da quello degli stilisti italiani. Al bando la leggerezza, le linee sottili, l’immaginazione sfrenata senza alcun rapporto con la realtà.
Non ci sono stiletti, da Trippen. I colori sono basic (bianco, nero, verde bosco, rosso e poco più), i materiali pochi (gomma, legno, pelle ottenuti in modo ecosostenibile), la creatività c’è e molta, ma è stata rigorosamente subordinata a praticità ed ergonomicità. In una parola, alla sostenibilità totale della scarpa, pensata per esseri umani nella loro vita quotidiana e non per modelli in passerella.
Cosa logica, se rapportata a una città costituita per tre quarti da parchi e dotata di una rete di ciclabili invidiabile, usata da tutti, il più possibile, sia per gli spostamenti di lavoro che di piacere.

BERLIN-Hackesche_Hoefe (1)Nell’ottica Trippen (che immagino progettata non da designer donne, ma da designer uomini etero tedeschi a cui piacciono le donne), la donna (ma va’?) usa le scarpe per muoversi, correre, fare le scale, andare in discoteca, scatenarsi. Vuole essere bella, vuole essere sexy ma non vuole soffrire. Perché non è masochista, perché ne ha piene le scatole di cerotti, calli, vesciche e borsa del ghiaccio.
E forse ne ha piene le scatole anche di quell’altra odiosa abitudine: uscire, camminare e guidare l’auto con le ballerine, per infilarsi le scarpe “serie”, quelle “belle”, quelle col tacco, solo all’ultimo momento, di nascosto, in bagno o in guardaroba.
Tutte stronzate. Con queste scarpe si fa tutto, senza portarsi il cambio. Senza – soprattutto – recitare.

Quando ormai mi ero rassegnata a indossare solo ballerine, stivali piatti etc., questa scoperta mi ha cambiato la vita podologica.
Credo proprio che ne comprerò altre, per quanto non siano proprio regalate. Magari sarà la scusa per tornare a Berlino, ma nell’impossibilità si può acquistare anche on line o nei tanti concessionari sparsi per il mondo (fra cui Etré e Bernardelli, proprio a Mantova).

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 8 agosto 2014 in Diario

 

Tag: , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: