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Senza nessuna pietà

22 Set

senza-nessuna-pietaVorrei poter scrivere che è un esordio favoloso, quello di Michele Alhaique, ma qualche perplessità ci è rimasta, a me e a D.
Non per il cast, che è superlativo. Non per particolari pecche nella fotografia, livida e sgranata ma non troppo, per l’ambientazione (Ostia, che avrebbe potuto essere qui approfondita ma vabbé) o per i dialoghi (credibili e non ridondanti, come è logico con un protagonista come quello interpretato da Favino).
No, è proprio l’intreccio che non mi convince.

Oddio, la critica più pesante di D. (“Neanche una scena d’amore, neanche un bacio fra ‘sti due”) io non la condivido. Perché ci avrei creduto poco, ad effusioni tra due persone così traumatizzate, ciascuna per i suoi motivi, per di più in un ambiente dove il sesso è solo una merce. Aggiungo che il muratore Mimmo è il tipo, a giudicare dal suo comportamento in generale, che prima di baciare una donna le chiede di sposarlo. Possibilmente in chiesa.

Diciamo quindi che nella prima metà si caricano le tensioni fino al punto di rottura, e che un uomo d’onore abituato a tacere e obbedire scoppia. E fin qui, tutto fila liscissimo.
Però, da metà film in poi, purtroppo le sue azioni si fanno deliranti. Non è credibile che, sapendo quello che sa, mandi la colf a casa sua a prendere soldi e vestiti, poi ci torni addirittura lui stesso, infine – non pago – vada a chiedere scusa (in realtà a cercare un impossibile dialogo) allo zio.

Io capisco che se si fa un film drammatico, del dramma bisogna rispettare le regole intrinseche. Non può finire bene. Ma, o tu regista mi vuoi dare a intendere che il protagonista è gravemente ritardato (e dalle premesse non mi pare), o che si vuole male (e, visti il suo innamoramento e la sua speranza di rifarsi una vita con Tania, anche questa eventualità mi sembra da scartare). E allora perché i suoi comportamenti autolesionisti?
Capisco: deve finire male, sangue chiama sangue etc.
Ma così mi fai restare con un fastidioso senso di bassa credibilità, che mi rovina il ricordo generale del film, ecco.

Menzione speciale per due rivelazioni (o almeno, io non le conoscevo): la protagonista femminile Greta Scarano (talento naturale e bellissima, persino coi capelli sconvolti) e il mafiosetto di seconda linea Claudio Gioé (vivacissimo, bastardo, odioso come un chihuahua).

Senza nessuna pietà, di Michele Alhaique. Con Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado, Adriano Giannini, Ninetto Davoli, Samantha Fantauzzi, Francesco Petrazzi, Edoardo Sala. Noir, durata 95 min. – Italia 2014.

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Pubblicato da su 22 settembre 2014 in Salva & riguarda

 

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