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Misteri sotto la neve

13 Ott

E così ho finalmente fatto conoscenza anche con Nigel Strangeways, detective senza infamia e senza lode che Blake utilizza in molti suoi gialli.
Dico senza infamia e senza lode nel senso che il personaggio non è particolarmente memorabile, né per le sue qualità (sì, certo, è un genio, ma quale detective della fiction non lo è?) né per vizi, tic, manie, ridicolaggini come la maggior parte dei suoi colleghi letterari.

E nel senso che ha una moglie che spesso lo precede nelle intuizioni, rendendolo superfluo.
E anche nel senso che la narrazione procede scorrevole e briosa, ma non proprio appassionante, di per sé.

Difatti dopo un inizio ambiguo e molto promettente, dal punto di vista parziale e deformato degli eventi adulti, di due bambini (Henry James?), lo scrittore riprende la narrazione usuale in terza persona, ed è un vero peccato.
I filoni di indagine finiscono per moltiplicarsi e lievitare come pane fatto in casa, e nel frattempo il romanziere si perde per strada qualche rivolo promettente, ad esempio la figura della nobildonna che pensa di vivere nel XVIII secolo e parla di conseguenza. O i bambini sopra citati, che riappaiono solo per svelare involontariamente una svolta chiave della faccenda.

Mi sembra piuttosto che anche qui, come nel già recensito L’angelo della morte, l’autore sia più interessato al romanzo psicologico che alla trama gialla, e che miri a mettere sotto i riflettori un indimenticabile personaggio femminile e il lato passionale dei delitti (inclusi i suicidi).
Riuscendoci, peraltro.

Ben riuscita è anche l’ambientazione paesaggistica (l’Inghilterra rurale sepolta sotto una coltre di neve) e storica: siamo infatti in tempo di guerra, e il romanzo stesso è stato pubblicato in lingua originale nel 1941. Non una ricostruzione d’epoca, insomma, ma una sorta di documento sulla vita della gentry di campagna: l’oscuramento, l’eco dei bombardamenti, le rare o frequenti (a seconda della tempra dei personaggi, e della loro noia) sortite a Londra.

Curiosa anche la figura di uno strano tizio, ora medico specializzato in tossiche d’alto bordo, ma dal losco passato (forse presente) di spacciatore; nella cui trattazione Blake mostra molte ingenuità sul mondo della droga, che evidentemente conosce solo per sentito dire, ma sfiora un tòpos del noir Usa dagli anni ’40 a Ellroy: il Cattivo Dottore dalla “ricetta” facile.


misteri-sotto-la-neve

Nicholas Blake
Misteri sotto la neve
(The Corpse in the Snowman)
I Classici del Giallo n. 469
Brossura, 187 pagine
ISBN-10: A000176798
Mondadori, 1985

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Pubblicato da su 13 ottobre 2014 in Momenti di felicità su carta

 

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