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Piccoli alberghi: vale la pena sostenere il costo di un sito web? – I

22 Ott

E’ un bel po’ che non posto alcunché in materia di marketing, in parte perché il tempo per approfondire è sempre meno (a quel punto preferisco retwittare news che reputo interessanti e scritte da persone più competenti di me), ma soprattutto perché penso che l’unico contributo davvero utile che posso dare all’enorme piazza on line del marketing turistico sia quello basato sulla mia esperienza personale. Il resto è fuffa o, bene che vada, teoria.

La storia di oggi invece, non è teoria. Non ha neanche niente di eccezionale, anzi nella sua normalità rasenta il paradigmatico. E’ una piccola storia italiana.
Una di quelle piccole storie che hanno a che vedere con le scelte imprenditoriali, con il rapporto costi/benefici di un investimento, con il web, con l’immagine, con le statistiche, con la scarsa formazione informatica degli imprenditori turistici: praticamente con tutti i maggiori aspetti su cui, prima o poi, tocca riflettere volendo occuparsi di turismo, e in particolare di destination marketing.

Allora, dovete sapere che il weekend scorso ho passato una sera sul Garda bresciano per un convegno. Location super lussuosa, cena di gala, musica, una meraviglia.
La mattina dopo ho fatto due passi lungolago dopo colazione e scattato qualche foto tra lussurreggianti lillà ancora in fiore, cartelli che indicano i luoghi della Repubblica di Salò e pescatori. Il clima era mite, l’aria tersa e gli alberghi stavano tutti chiudendo per fine stagione.

Mentre facevo colazione nell’alberghetto a 3 stelle, vuoto, pulito ma abbastanza modesto e tristanzuolo per la sua categoria, in un paesino piccolo ma pur sempre sul lago, non ho potuto fare a meno di sentire che i titolari stavano discutendo dell’opportunità di tagliare i costi. Tra cui quelli per il mantenimento del sito.
– Alla fine, abbiamo visto che di traffico ne ha pochissimo. Prenotazioni, da lì, pochissime.
– Quindi?
– Eh, chiudiamolo.
– Il problema però è l’E-mail legata al sito. Ci tocca perderla, se chiudiamo il sito.

Curiosa come al solito, quando ho finito la colazione mi sono presentata, ho confessato di non aver potuto fare a meno di sentire la conversazione e ho buttato lì un consiglio non richiesto:
– Chiedete a chi vi gestisce il sito di comprare voi il dominio. Sapete gestirlo un minimo?
– Sì, praticamente ce lo gestiamo già noi…
– Be’, ma allora… non è il caso di perdere il lavoro fatto finora, senza contare che la gente conosce già quel sito e quell’indirizzo mail. Chiedetegli quanto costa comprare il dominio, e poi valutate.

I due non mi sono sembrati convintissimi, anche se io non stavo cercando di vendere niente. La cosa è finita lì, mi hanno ringraziata, ci siamo salutati e io sono salita in auto.
Poi però, appena ho avuto un momento libero, ho ripensato a questa piccola storia, sono andata a vedere com’era messo quell’albergo su internet e mi sono resa conto che avevo la possibilità di esercitarmi confrontando il loro posizionamento virtuale con quello reale.
Così, senza fare nomi, nelle prossime puntate analizzerò punti forti e deboli (insomma, farò un’analisi SWOT) di una piccola struttura alberghiera vista lago.

Alla prossima puntata!

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Pubblicato da su 22 ottobre 2014 in Destination marketing tools

 

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