RSS

Il giovane favoloso, di Mario Martone

17 Nov

il-giovane-favoloso-locandinaDue ore e venti che ti volano via in leggerezza. Forse perché Martone, per istinto suo o per aver letto I barbari di Baricco, riesce a togliere a Leopardi le incrostazioni di duecento anni di vernice scolasticoide, dandone un’interpretazione non respingente e non meschina, dove la malattia è parte costitutiva dell’esistenza ma non motore ispiratore della creatività, dove la poesia è anche urgenza di rivolta anarchica, rimbaudiana contro una società, una famiglia e una religione insopportabili.

Che poi un’operazione cinematografica del genere serva, come si suol dire, ad “avvicinare i giovani alla letteratura”, è un pensiero che trova il mio più cordiale chissenefrega.
Se uno vuole leggere un poeta, o le lettere, o le considerazioni estetiche, filosofiche etc. dello stesso, lo fa di solito per scelta sua, e non sarà certo un film a farlo trovare simpatico / giovanilistico / figo / gnocco a tutti quelli che ieri pomeriggio, al cinema, controllavano ogni dieci minuti lo smartphone magari proprio nei momenti in cui Leopardi-Germano (bravissimo come anche , ma che ve lo dico a fa’) recitava qualche nuova poesia.

Però che destino truce e sfigato, Leopardi.
Pessimista (per di più cosmico) nell’età delle certezze e dei progressisti; materialista quando l’idealismo era allo zenith; scrittore prolifico come pochi ma incapace di mantenersi nonostante tutti in Italia si passassero le sue opere di mano in mano.
Sfigato, anche, non tanto perché malato; ma perché la sua malattia (la tubercolosi ossea) all’epoca non era ancora riconosciuta, capita, prevista. E allora il padre a fargli fare esercizi con gli attrezzi ginnici disponibili e a crucciarsi che la schiena del figlio si incurvava lo stesso; e lui stesso, Giacomo, che attribuiva i suoi problemi di ossa e di vista al troppo studio; e generazioni di italiani a ripetere a pappagallo, sempre più ignoranti e sempre meno giustificati dalle scoperte scientifiche, che troppo studio fa male, guarda come s’era ridotto quello là a forza di tradurre dal greco antico “all’impronta”.

Si consolava, pare, specie a Napoli, con taralli e dolci e gelati e sorbetti.
Niente sesso, invece, ma questo lo si immaginava già, e infatti la scena al bordello nulla aggiunge a quel che gli scritti del personaggio ci hanno sempre fatto capire. Secondo me non ne sentiva poi ‘sto gran bisogno: abbracci, non amplessi, gli servivano.
Che poi, si sa, amore doveva fare rima con morte, amore come annientamento, in un’idealizzazione totale dell’amata, un romanticismo autoraggelante che con la fisicità non aveva niente a che fare. Salvo guardare con struggente curiosità estraniata la Fanny che abbraccia e coccola i suoi bambini, lui che essere abbracciato e coccolato dai genitori non sapeva neanche cosa volesse dire.

L’amicizia. L’amicizia è il valore caldo, vero (quando è vero e non recitato) e fondante dell’esistenza, in questo film.
Amicizia espressa soprattutto nei personaggi di Pietro Giordani prima e di Antonio Ranieri poi (qui  si parla di un saggio sulla sua figura), un sentimento disinteressato anche da vanità letterarie, come pure poteva presumersi a quell’epoca di salotti e gabinetti di lettura, ma anche nel fratello e nella sorella di Giacomo a Recanati, prigionieri solidali di un unico carceriere dalle fin troppo buone intenzioni. O nella Paolina sorella di Ranieri, la paziente compagna-infermiera degli ultimi anni napoletani.

Belle, infine, bellissime, le ambientazioni, la musica (Martone segue la linea di Sorrentino spezzando il prevedibile mood di fine Settecento con l’anacronistica disinvoltura di motivi techno ed elettronici) e la fotografia. Specialmente Napoli, la Napoli godereccia, umana e anti-intellettualistica prima, la Napoli svuotata e annerita dal colera poi.

Insomma, due ore e venti che valgono la pena.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 17 novembre 2014 in Salva & riguarda

 

Tag: , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: