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Se Mantova imparasse da Bergamo

18 Nov

bergamo_altaDomanda: che cos’ha Bergamo più di Mantova?
Mi riferisco per semplificare il ragionamento alle città, non ai territori provinciali che sono molto più variegati e che, per quanto riguarda la provincia di Bergamo, conosco solo limitatamente all’aeroporto di Orio al Serio e ai suoi tanti parcheggi low cost.

Risposta: n-i-e-n-t-e.

Vi sembro drastica? Analizziamo un po’ le due città dal punto di vista del turista…

 

UFFICI TURISTICI – A Mantova ci sono lo IAT di piazza Erbe, gestito in compartecipazione Provincia-Comune-CCIAA e aperto tutti i giorni o quasi, e l’Infopoint presso la Casa di Rigoletto in piazza Sordello (idem).
A Bergamo giustamente ce ne sono uno in città bassa e uno in città alta, gestiti dal Comune e con orari simili; inoltre, uno nell’aeroporto di Orio al Serio. 3-2 con evidente vantaggio bergamasco non solo per la maggior offerta ma anche per la migliore distribuzione sul territorio.

bergamo_alta_3BENI CULTURALI – Entrambe le città hanno un glorioso passato di comuni medievali, con la differenza che Mantova ha avuto una storia di primo piano politico e culturale anche nel Rinascimento. Bergamo ha chiese splendide, me ne sono resa conto di persona, ben due torri panoramiche visitabili (la torre del Gombito e la torre del Campanone) e musei tematici di sicuro interesse (es. quello dedicato a Donizetti), ma non è stata come Mantova capitale di un marchesato poi ducato; le mancano quindi un Palazzo Ducale e un Palazzo Te.
Posso azzardare un 1-2?

ENOGASTRONOMIA – direi pari merito, e con qualche analogia benché la cucina e il vino pedemontani siano per forza differenti da quelli cui siamo abituati nella Bassa. Ad esempio mi piacciono da morire la polenta taragna (che là si abbina agli osèi) ma anche i casonsèi, il coniglio, il burro, i formaggi. Però anche noi ci difendiamo bene, sia nei primi (tortelli di zucca, agnolini, vari risotti), sia nei secondi (stracotto su tutti) e nei dolci (imbarazzante dimenticarne qualcuno: Helvetia, torta di rose, Anello di Monaco, e chi più ne ha ne metta).
Mi pare però che a Bergamo si sia saputo valorizzare e conservare meglio che a Mantova quel giacimento inestimabile che sono le botteghe storiche: soprattutto nella parte alta, dove letterlmente ad ogni passo l’artigianato, la creatività, lo stile – in settori gastronomici e non – fanno la gioia del turista inducendolo a curiosare, entrare e… comprare! Insomma 2-1 per BG.

TEATRI – chiuso dal 1929 al 2009, il Teatro Sociale di Bergamo Alta purtroppo è tuttora non visitabile se non su prenotazione, nonché difficilissimo da individuare con la segnaletica urbana, anche perché l’aspetto esterno grigio e lugubre purtroppo lo mimetizza nel paesaggio. Per fortuna la città si rifà con il Donizetti, di fine XVIII secolo, il Palacreberg e altri, attivi con rassegne davvero prestigiose.
A Mantova abbiamo un gioiello barocco come il Bibiena, aperto ai turisti tutti i giorni tranne la domenica, e sede di eventi musicali, teatrali etc. in continuazione. Splendido è anche il neoclassico Teatro Sociale, spesso sede di eventi d’opera e balletto, ma l’offerta teatrale si svolge anche in altre sale teatrali e cinematografiche, dall’Ariston al Carbone ad altri minori.
Direi 1-2.

GUIDE TURISTICHE – A Mantova ce ne sono ben 146, più 9 associazioni, con la disponibilità di 7 lingue oltre all’italiano. Le guide bergamasche individuali censite sul sito della Provincia sono solo 18, con però 9 lingue straniere al loro attivo. Non so esattamente quante siano le associazioni, ma su Google ne compaiono parecchie.
Onestamente, e dato che parlo per lavoro con molte di loro, credo che l’offerta mantovana sia sproporzionata rispetto alla domanda turistica, ma magari sbaglio io e il mercato è più fiorente di quanto suppongo. Alcuni, poi, si aspettano un notevole rialzo del fabbisogno di guide per l’Expo, e in questo caso è Bergamo ad averne troppo poche. Mah… aspettiamo il 2016 per riparlarne e fare un consuntivo.

bergamo_alta_1

AUTOSTRADE – In apparenza saremmo sull’1-1, ma se a Mantova abbiamo la fortuna di essere serviti dalla A22, che ci porta comodamente a destinazione sia gli italiani provenienti dal centro-sud, sia austriaci e tedeschi, con la A4 i bergamaschi intercettano il traffico da Trieste-Venezia a Milano e di lì a Torino e alla Francia.
Indovinate chi beneficerà maggiormente dell’Expo di Milano nel 2014?
2-1 per BG.

AEROPORTI – E qui casca l’asino. Perché a Mantova abbiamo sì – dopo molti anni di colpevole assenza – la navetta dal Catullo di Villafranca (40 minuti, 3 corse in andata e 3 in ritorno, tutti i giorni dell’anno, al costo di 5 euro l’una), peccato che nel frattempo da Villafranca se ne sia andata RyanAir.
La quale invece a Orio al Serio offre ben 15 destinazioni low cost in tutta Europa, che si sommano a quelle di altre 13 compagnie aeree che volano su Bergamo. La navetta per Bergamo? Costa 2,20 o 5 o 7 euro a seconda del percorso e del bagaglio, impiega 15 minuti, passa ogni 20 minuti tutto il giorno dalle 5.15 alle 24,00, ed è un evidente incentivo a recarsi in città per target quali:
a) il turista con altra destinazione che però vuole visitare Bergamo in giornata;
b) il turista in transito tra un volo e l’altro;
c) ovviamente, il turista che ha proprio Bergamo come destinazione.

BAGNI PUBBLICI E DEPOSITO BAGAGLI
A Mantova ci sono quelli della stazione FFSS di piazza Don Leoni e (con orari ridicoli) quelli di via Goito. Il deposito bagagli non esiste.
Solo a Bergamo Alta, passeggiando per le strade, di bagni pubblici ne ho contati almeno 3. Il deposito bagagli esiste, per la precisione ce ne sono 3: uno si trova all’aeroporto, uno in città bassa (presso la stazione dei treni, a fianco dell’Urban center) e uno in città alta (all’interno della Torre di Adalberto nei pressi di Colle aperto). Inoltre, come visto al punto AEROPORTI, se si è di passaggio ci si può portare i bagagli sulla navetta.
2-0 per BG.

bergamo_alta_4NAVIGAZIONE URBANA – Ovviamente, Bergamo non ce l’ha. A Mantova chi voglia farsi un tour, anche guidato, della città, vista dal lago, può scegliere fra diverse compagnie con attracchi sia sul Lago Superiore che Inferiore o di Mezzo. 0-1 per noi, insomma!

RETE MOBILITA’ URBANA – A Bergamo ci sono la rete di bus urbani e due splendide funicolari (una da Bergamo Bassa a Bergamo Alta, l’altra da  Bergamo Alta a San Vigilio). Chi parcheggi nei principali parcheggi di Bergamo Alta, all’acquisto del ticket per la funicolare ottiene uno sconto. Si incoraggia quindi l’intermodalità, preservando inoltre la qualità dell’aria in centro storico.
Non che a Mantova si sia mal messi, perlomeno in città: peccato che dalle 20.30 alle 6.00 non ci sia più uno straccio di bus urbano. 2-0 per BG.

Tornando alla domanda iniziale: sì, era retorica, ma le risposte in questi casi non sono mai scontate.
Diciamo che Bergamo, pur non avendo niente più di Mantova (sono bellissime entrambe), rende fisicamente più facile e agevole al turista la visita, l’arrivo, l’accesso. Una lezione dalla quale si potrebbe trarre più di uno spunto.

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2 commenti

Pubblicato da su 18 novembre 2014 in Mantova

 

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2 risposte a “Se Mantova imparasse da Bergamo

  1. Bergamo Green

    18 novembre 2014 at 15:26

    Ciao, articolo davvero interessante; conoscendo molto bene Bergamo, non posso che affermare che hai fatto un’eccellente analisi 😉 (per Mantova non saprei, è in wish list da anni, ma c’è sempre qualcosa che rinvia la visita…)
    Mi permetterei di aggiungere che dalla bassa bergamasca ora passa anche la BreBeMi, almeno sulla carta, visto il grandissimo successo che sta riscuotendo fino a oggi 😉 (un esempio su tutti: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/brebemi-non-cera-nessunoil-tweet-di-luca-bizzarri_1086264_11/)

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  2. SimMoschini

    19 novembre 2014 at 10:37

    Ciao amici bergamaschi… grazie. Io non ero mai stata a BG fino a domenica scorsa, ma è veramente stupenda! A questo punto dovete però colmare anche voi la lacuna, perché Mantova merita davvero, non lo dico solo perché ci lavoro.
    Per tutte le info http://www.turismo.mantova.it.
    PS: la brebemi non l’avevo mai sentita nominare ma mi par di capire che per ora non se la fili nessuno… mah… le imprescrutabili opere pubbliche italiche!

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