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Romanzi criminali 1

03 Dic

20141202_tamara-manette.jpg.pagespeed.ce.lDmzR9hFIW«Sai quanto ci metto a fà ammazzà una persona? Basta che metto diecimila euro in mano ad un albanese, non ci mette niente»

Uno di questi sceneggiatori italiani disperati che si barcamenano fra Padri Pii, Carabinieri 18, Gomorre e Incantesimi, dovrebbe prendere lo spunto, e la palla al balzo, dalle vicende giudiziarie di Tamara Pisnoli per trarne una fiction piena di sesso-droga-calcio-criminalità nel più puro noir stile De Cataldo o Carofiglio.

No, dico: quando la cronaca nera ti dà una storia così inimmaginabile già bell’e pronta, devi solo cambiare qualche dettaglio, fare il casting e la fiction esce fuori da sola. Per la parte romantica e i dialoghi, consiglierei una consulenza veloce di Sveva Casati Modignani, però, altrimenti il target desperate-housewives rischia di andare perduto.
Collocato su Canale 5 o Rai Uno in prima serata, che so, di lunedì o di giovedì, farebbe il suo bel 30% di share.

Ovviamente bisognerebbe cambiare i nomi, anche perché Pisnoli in tv suona proprio cacofonico. Mi immagino già la prima puntata:

Prologo
Carrellata su una Roma livida, all’alba, colori sgranati, Trinità dei Monti, suono di campane (qui basta copiare da Sorrentino). Campo lungo, lento zoom su Una Mercedes nera, soliti vetri fumé. Dentro l’auto davanti: primo piano di un autista che fuma, occhiali neri.
Segue primo piano dei sedili posteriori. Primissimo piano: un vecchio parla con una ragazza. Lui è bruttissimo, lei bionda  e bellissima.
Dialogo in romanesco senza sottotitoli (neo-neorealismo post-Gomorra).
Primo piano delle mani di lei in grembo (french manicure su unghie troppo lunghe e appuntite, ma anelli costosi a 7 dita su 10).
La mano destra di lui si allunga, sembra che stia per accarezzare le gambe velate da una calza 30 denari grigia, ma… COLPO DI SCENA: invece la mano le passa una mazzetta: viola! Sono tutti pezzi da 500 euro.

Cambio di scena, musica drammatica, flashback dai colori anni ’80 (in sottofondo si sente Drive In): in un sordido tinello, una bambina sui 7 anni riceve dal papà il suo primo salvadanaio, un porcellino con la sciarpa della Roma. “E ricordate: li soldi mica crescono sugli arberi!”. Per rafforzare il concetto l’uomo, grasso e in canottiera e bermuda, le dà uno schiaffo sulla guancia sinistra.

Ritorno alla Mercedes: i due personaggi litigano, sempre in romanesco, finché la donna sibila (in italiano): “Non bastano. Questo è solo un acconto, altrimenti non se ne fa niente.”

Altro flashback: zoom sulla bambina, che si porta lentamente una mano alla guancia. Rancore nel suo sguardo azzurro, troppo gelido per quell’età.

Parte la sigla iniziale della fiction. Alternanza veloce di scene di lei che si rotola su un letto rotondo con un uomo / viso di un uomo angosciato (un modello sui 20 anni) / lei che balla in un balletto televisivo vestita da ragazza coccodè / due uomini che prendono a sprangate qualcuno riverso a terra / lei che sniffa qualcosa di bianco e polveroso con altre due ragazze / una chiesa e due sposi visti da dietro / un campo da calcio su cui un attaccante e un difensore si scontrano.
Fine sigla iniziale.

Flash forward: carcere femminile, urla, qualcuno canta uno stornello, qualcuno piange, qualcuno picchia una pentola sulle sbarre della sua cella.

(prima interruzione pubblicitaria)

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Pubblicato da su 3 dicembre 2014 in Suburra

 

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