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Un tranquillo weekend a Cremona

29 Gen

Una provvidenziale influenza mi costringe a casa permettendomi finalmente di dare alle stampe il resoconto di un sabato a Cremona svoltosi in modo molto meno tranquillo di quanto avevamo sperato.

Già, perché siamo partiti da Mantova, un baldanzoso gruppetto di anime colte, con l’intenzione di goderci in pace la mostra Magnum a due settimane dalla chiusura, più uno che sarebbe andato per mercatini in cerca di vinili (indovinate chi).
Arriviamo alle tre e mezza, parcheggiamo e, avvicinandoci alla piazza dove si trova il Museo del Violino, notiamo con un certo stupore che Cremona è oerfino più morta di Mantova: tutte le saracinesche giù, i bar del centro tutti chiusi, uno di noi che voleva un caffè si deve accontentare del bar del museo (si fa per dire, perché architettonicamente è stupendo).

Quando arriviamo all’ingresso, metà di noi è già stata arrembata da un distinto signore che sta spiegando che abbiamo scelto il giorno peggiore dell’anno per venircene in questa ex landa della tranquillità: pare infatti che i neofascisti di Casa Pound abbiano avuto la bella idea di aprire una sede qui, e la settimana scorsa, con la scusa di una partita di calcio, siano volate botte tra loro e gli autonomi dei centri sociali. In effetti, la notizia l’avevamo sentita anche noi.
Quello che non sapevamo è che oggi sono previsti gli scontri supplementari: per cui il sindaco ha invitato tutti i commercianti a chiudere, i cittadini si sono rintanati in asa e, a fare attenzione, si sentono elicotteri che sorvolano cupamente il centro stile 1997 – Fuga da New York e, ciliegina sulla torta, la bigliettaia del museo ci informa che la mostra chiuderà alle 18 invece che alle 19.

Meno male che siamo arrivati per tempo, difatti faremo tempo a godercela e commentarla con calma. Non la prende invece bene un visitatore meno calmo di noi, che protesta a lungo alla biglietteria.
I nostri piani di aperitivo, forse di cenare, in quel di Cremona se ne vanno in fumo, mentre quello di noi che è andato per mercatini ci rcconterà poi di essere stato costretto dai vigili a giri supplementari e deviazioni di rotta.
Insomma: più vedevamo e più mi sentivo immersa in una situazione surreale e incomprensibile come Renzo Tramaglino quando arriva a Milano, ve lo ricordate?, e non capisce niente di quello che vede:

Renzo entra, passa; nessuno de’ gabellini gli bada: cosa che gli parve strana, giac-
ché, da que’ pochi del suo paese che potevan vantarsi d’essere stati a Milano, aveva sentito raccontar cose grosse de’ frugamenti e dell’interrogazioni a cui venivan sottoposti quelli che arrivavan dalla campagna. La strada era deserta, dimodoché, se non avesse sentito unronzìo lontano che indicava un gran movimento, gli sarebbe parso d’entrare in una città disabitata. Andando avanti, senza saper cosa si pensare, vide per terra certe strisce bianche e soffici, come di neve; ma neve non poteva essere; che non viene a strisce, né, per il solito, in quella stagione. Si chinò sur una di quelle, guardò, toccò, e trovò ch’era farina. «Grand’abbondanza», disse tra sé, «ci dev’essere in Milano, se straziano in questa maniera la grazia di Dio. Ci davan poi ad intendere che la carestia è per tutto. Ecco come fanno, per tener quieta la povera gente di campagna». Ma, dopo pochi altri passi, arrivato a fianco della colonna, vide, appiè di quella, qualcosa di più strano; vide sugli scalini del piedestallo certe cose sparse, che certamente non eran ciottoli, e se fossero state sul banco d’un fornaio, non si sarebbe esitato un momento a chiamarli pani.

Comunque la mostra è bellissima e vale la pena.
Buona illuminazione, ampie spiegazioni sui protagonisti, bio e professioni: Cartier-Bresson (cui anche l’Ara Pacis dedica in questo periodo una monografica, se passate a Roma vi consiglio caldamente anche quella), il fighissimo Capa, Seymour e Rodger.

Info: http://www.mostramagnumcremona.it/ (Cremona) e http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/henri_cartier_bresson (Roma).

Resta però un interrogativo: ma con tutti i sabati che c’erano, proprio l’unico di scontri politici dovevamo beccare, in una città dove non vedevano una situazione del genere dai tempi di Farinacci?

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Pubblicato da su 29 gennaio 2015 in Diario

 

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