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Letture da convalescenza

03 Feb

L’influenza impazza: non mi resta che dedicarmi alle incombenze domestiche e, ora che non ho più mal di testa tutto il giorno, leggere.
Ora, scegliere i libri per le convalescenze è un’arte, e io modestamente lo so fare. Non devono essere troppo lunghi. Non devono parlare di malattie (c’hai già i tuoi guai). Possibilmente che facciano ridere, o almeno uno su tre. Non possono richiedere la concentrazione di uno scienziato; se riesci a seguirli con la radio accesa, sono ok. Ah: la saggistica stanca.
Ecco quindi qualche recensione al volo di quanto degustato ultimamente.

Non ridevo in modo così deliziosamente british dai tempi de “La mia famiglia e altri animali”. Aggiungerò solo che la traduzione è ineccepibile, e poi vi rimando a una recensione più ampia, quella di Natalia Aspesi:

Nancy Mitford
L’amore in un clima freddo
Editore: Adelphi
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 326
Formato: Paperback
Isbn-10: 8845926893
Isbn-13: 9788845926891
Data di pubblicazione: 01/06/2012
Edizione 1
Traduttore: Silvia Pareschi

 

Se è vero quel che si dice (ogni scrittore scrive sempre lo stesso libro) allora mi mancava il primo tassello per capire che la regola valeva anche per Perissinotto.
Il suo primo romanzo concentra in sé tutti i temi che poi torneranno nei successivi: la fuga verso un altrove che, nella sua geografia immutabile al di là dei secoli, è sempre la Francia.
L’opaca prepotenza dei potenti, che non cambia mai neppure quella.
L’amore per i dialetti e le leggende.
La presenza di una donna assente.
La ricorrenza stessa di un nome femminile: Anna.

Tutto torna, e il romanzo è un non giallo; l’assassinio nient’altro che un pretesto; le indagini niente più che una sconfitta, in cui però paradossalmente l’eroe ritrova se stesso.

Alessandro Perissinotto
L’anno che uccisero Rosetta
Editore: Sellerio (La memoria; 390)
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 180
Formato: Paperback
Isbn-10: 883891365X
Isbn-13: 9788838913655
Data di pubblicazione: 1997
Edizione 1

Se mi limitassi a scrivere “Fa molto più ridere Il signor Robinson“, me la caverei in un nanosecondo, ma mi sentirei non so come dire, filistea.
Primo, perché Paasilinna non sapeva di essere in concorso con Paolo Villaggio.
Secondo, perché quello là era un film.
Terzo, perché il malinconico Paasilinna è finlandese: il suo umorismo non è e non potrà mai essere quello del genovese Paolo Villaggio.
Prova ne sia che all’estero libri e film del Nostro sono pochissimo conosciuti e meno ancora compresi. Non li fa ridere: un tedesco medio, uno svedese medio, un inglese medio, qualunque cosa voglia dire questa comoda espressione, non è uguale a un italiano medio e quindi non può capire la poltrona in pelle umana, il ficus, la finale di calcio con Peroni gelata, frittatone di cipolla e rutto libero.
Ogni Paese si interpreta e si compatisce a modo suo, e il nostro lo capiamo noi e basta.

Ciononostante, è chiaro che quando ti accingi a interpretare il grande tema “meglio la natura o la cività?”, in qualche riflessione comune si finisce tutti per cadere, e quindi ecco il drappello di irriducibili che, alla prospettiva di tornare all’inquinamento, al freddo, al mutuo e alla tv, scappa nella jungla per non farsi trovare dai marines.
E se Villaggio, per nostalgia delle annunciatrici Rai, costringeva la povera Zeudi Araya (ma che figone imperiale era, fra parentesi?) a recitare i programmi televisivi della serata, qui abbiamo dei non meno nostalgici svedesi-inglesi-finnici che impiantano un’efficientissima distilleria clandestina con tanto di frigo basato sulle nozioni dei boy scout sullo scambio termico.

Ma in un romanzo o film italiano sarebbe impossibile vedere trattati con altrettanto tragicomico accanimento i temi della contraccezione sull’isola deserta, dei regolamenti, delle assemblee, dei gruppi di lavoro, della proprietà privata, come qui.
E’ proprio che sono diversi. Forse un filino più civili, in molte cose, ma di sicuro diversi.
Il tutto ridendo – sorridendo, per la precisione – della miseria e dell’ipocrisia umana (le miliori intenzioni cozzano spesso contro la fame ; il desiderio di alcolici è superiore a qualsiasi divieto; la moralissima signora Sigurd finirà per infrangere più leggi delle sue giovani colleghe…). Paasilinna non è uno scrittore geniale, ma ha la genialità della delicatezza, come si vede da tutte le sue opere e soprattutto dallo splendido L’anno della lepre.
Giudicare la miseria umana è arduo e spesso inutile, perché gratta gratta, anche i peggiori giudici perdono la vernice.

Arto Paasilinna
Prigionieri del paradiso
Editore: Iperborea
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 240
Formato: Tascabile economico
Isbn-10: 8870911772
Isbn-13: 9788870911770
Data di pubblicazione: 25/11/2009
Disponibile anche come: Paperback , eBook

E’ già il secondo giallo per ragazzi che mi capita fra le mani ultimamente. Anche qui c’è un felino nel titolo, ma scopriremo ben presto trattarsi di pelouche.
Delusione, questa, che sarebbe anche superabile, se non si scoprisse dai dati all’interno del libro che non Hitchcock, ma tale Robert Arthur lo diede alle stampe nel 1962. E allora cosa c’entra il regista? Solo uno sppecchietto per giovani allodole?

Non proprio: compare due o tre volte, nei panni di sé stesso, come cameo con cui i protagonisti e i loro genitori, residenti nei sobborghi di LA, hanno a che fare per lavoro. Nonché come “titolare” della collana, che dovrebbe renderla raccomandabile ai lettori… come infatti è puntualmente successo a me.

Non aspettiamoci altro che una garbata storiella per ragazzi, ragazzi degli anni 50-70 al massimo, s’intende.
E’ una sorta di isola del tesoro senza il genio di Stevenson, ma con molti elementi mitici e avventurosi (il circo, il leone, il ladro Mosca Umana, il Castello delle Streghe abbandonato, la zattera costruita in pochi minuti…) che possono renderlo avvincente.

Il gatto sciancato
Il Giallo dei Ragazzi n. 56
di Alfred Hitchcock
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 144
Formato: Tascabile economico
Isbn-10: A000109410
Data di pubblicazione: 01/12/1972
 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2015 in Momenti di felicità su carta

 

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