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Se lo dicono loro…

10 Feb

La Gazzetta di Mantova pubblica gli esiti di una riunione di Confcommercio Albergatori, improntata al più cosmico pessimismo sullo stato del turismo in città.

Inutile dire che i temi toccati li conosco già e che le stesse persone mi hanno già espresso, ciascuno dal suo punto di vista, le stese rimostranze.
La mia personalissima opinione è che si tratti di un gruppo di operatori troppo piccolo per avere significato globale, e che guardino il problema generale in modo non dico erroneo, ma distorto dai loro interessi individuali. I dati statistici 2014 non sono ancora stati elaborati, quelli di gennaio 2015 tantomeno, ma quel che è certo è che:

– in Comune di Mantova sono operative al momento 100 strutture (501 in tutta la provincia), di cui 17 alberghiere (alberghi + RTA). Le restanti 83 cosa sono? Be’, ci sono 32 affittacamere, 7 agriturismi, 43 bed & breakfast, 1 CAV (case e appartamenti per vacanze).

l’offerta, come gli operatori ben sanno dai nostri report annuali, si è molto ampliata e diversificata negli ultimi dieci anni, a fronte di una domanda ora stabile, ora in flessione ma comunque mai enorme. Mantova è e resta una piccola città, un gioiello di storia dell’arte e di bellezza naturalistica, ma molto carente a livello infrastrutturale.
I tour operator, cioè i soggetti che portano gruppi, hanno bisogno di un certo tipo di accoglienza, e quando non la trovano, o la trovano troppo carente, mettono una croce su una città e si rivolgono altrove. Di questa assenza di gruppi, pagano le conseguenze le strutture ricettive con molti posti letto, ossia gli alberghi, oltre naturalmente a tutto il resto della filiera (guide turistiche, compagnie di navigazione…).

– la concorrenza si è ampliata, e molti target turistici, come appare evidente dai nostri dati Istat, predligono il soggiorno in un agriturismo fuori città o in un bed & breakfast o affittacamere dove l’accoglienza è più intima, gli ospiti pochi e il rapporto con il gestore si rivela per forza di cose più intimo e familiare.
Non è una questione di prezzi, o almeno non soltanto. E’ una questione di accoglienza, come giustamente affermano anche i presenti all’incontro Confcommercio di ieri.

– non siamo ancora a metà febbraio: che la mostra su Joan Mirò (aperta fino ad aprile) non potesse dare gli stessi frutti della Celeste Galeria, o di quella su Andrea Mantegna o su altri artisti rinascimentali con un legame storico forte con Mantova, era facilmente prevedibile. Oltre al fatto che, di mostre sul pittore catalano, ce ne sono state molte altre sia in Italia che all’estero negli ultimi mesi/anni.

– manca, ed è sempre mancata, un’offerta forte, strutturata e trasparente di pacchetti. Le poche agenzie viaggi locali che fanno incoming non bastano per raddrizzare un trend individualista che fa sì che ogni singolo operatore lavori per conto suo.

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Pubblicato da su 10 febbraio 2015 in Mantova

 

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