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Non essere cattivo

16 Set

non-essere-cattivoIn sintesi? Non essere cattivo è un film splendido. Luca Marinelli, di una bravura mostruosa.

Pare che concordino tutti nel definire Non essere cattivo il capolavoro di Caligari. Io non lo so, se sia il suo capolavoro, perché gli altri due, Amore tossico e l’ormai iconico L’odore della notte, non li ho mai visti, mea culpa.
Tre film in trent’anni. Poi è morto.

Una cosa però la so: che quest’ora e quaranta di cinema mi ha appassionata in modo così potente che da tempo non mi capitava, chiarendomi inoltre le idee su cosa significhi per un artista avere qualcosa da raccontare e non avere quindi bisogno di dare troppe pennellate estetiche al suo prodotto.

Mi spiego con l’esempio più lampante: per rendere le allucinazioni date dalla droga, Caligari non rende iperrealistico il girato della scena. La filma in modo concitato e realistico, ma solo in ultimo, in soggettiva, ci mostra, proprio alla fine della scena, dopo lo sguardo terrorizzato di Vittorio, la soggettiva della visione che cambierà radicalmente la sua vita.
Altri avrebbero, e hanno, fatto ricorso a filtri, colori o suoni particolari, a montaggi alternativi.
Qui no: e infatti vediamo nello sguardo e nel comportamento dell’amico Cesare (che in quel momento, dei due, è quello “sano”) l’imbarazzo, la tenerezza e il senso di protezione verso l’amico.

Oppure le scene sulla spiaggia d’inverno: che cosa c’è di più bello, di più poetico e quindi di più insopportabile e cinematograficamente stravisto del mare d’inverno? Bene: in  Non essere cattivo abbiamo il mare d’inverno, le baracche, i pochi bar sempre aperti, qualche onda, ma zero lirismo.
C’è una storia da raccontare – un gruppo di coatti, per noia, decide di andare a giocare a pallone in spiaggia, ma uno si buca involontariamente ocn una siringa da drogati e reagisce con un attacco di violenza.
Oppure: due spacciatori vanno a minacciare con “er ferro” un concorrente in spiaggia, il barista chiama la polizia; i due scappano in direzioni separate, ma uno dei due ha la pensata di infilare la pistola nella borsa di una sconosciuta che stava prendendo il sole; l’indomani va a casa sua per recuperare il ferro, i due chiacchierano e nasce una storia d’amore.
Quando uno ha una storia da raccontare, non ha bisogno di fare poesia; la poesia, se c’è, emerge da sola.

Perfino quando i due protagonisti di Non essere cattivo si prendono a botte, sono credibili: perché quando un drogato e un sobrio fanno a botte, non succede come in un film di Bud Spencer, i pugni vanno a vuoto, si cade, si inciampa, si fa poco rumore.
Se vuoi girare un film comico o un film di arti marziali il cui target sono i bambini è un conto; se fai cinema drammatico, devi fare come fa Caligari.

Ma questa non è solo una storia interessante e ben girata. Ha una sceneggiatura solida. Dialoghi non scontati e spesso molto comici.
E, come accennavo, Luca Marinelli è di una bravura mostruosa, imbarazzante, da non invidiare alcun suo comprimario perché mica tutti sono Alba Rohrwacher (sua coprotagonista nella Solitudine dei numeri primi).

Sopra tutti, è poco invidiabile Alessandro Borghi, interprete di Vittorio, con una discreta gavetta televisiva alle spalle, che nonostante molti intensi primi piani e molte scene d’azione, convince ma non impressiona quanto il collega.
Se Borghi riesce infatti a rendere sia l’arroganza del delinquente di mezza tacca sia il successivo cambiamento di vita e la fatica della vita da muratore a giornata, la fisicità impressionante di Cesare non è merito solo del personaggio straripante e larger than life (come da copione, muore giovane chi è caro agli dèi), ma di una prestazione inarrivabile di Marinelli, che recita con gli occhi sbarrati, con la sigaretta, con i gesti maldestri, con i capelli, con quel cappellaccio da Arancia meccanica.

Qui una recensione professionale molto interessante da Mymovies e quella di Gianmaria Tammaro da Wired (che contiene a sua volta il link all’ultima intervista di Caligari su Internazionale).

 

Non essere cattivo – regia di Claudio Caligari. con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei, Alessandro Bernardini. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 100 min. – Italia 2015. – Good Films –  uscita martedì 8 settembre 2015.

 

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Pubblicato da su 16 settembre 2015 in Salva & riguarda

 

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