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Suburra

26 Ott

suburraBenché – legittimamente – la Soncini scriva su Twitter durata effettiva 134 minuti, durata percepita 13 ore, a me sono passati via abbastanza bene, quei 134 minuti all’Ariston.
Con qualche conferma e almeno un paio di sorprese.

Prima sorpresa. Claudio Amendola se la cava bene, anzi benone, con il grigio understatement del criminale di mestiere, e chi l’avrebbe mai detto.

Seconda sorpresa. Quello che interpreta Numero Otto è il mio idolo del momento. Diobono, che carisma. Non so nemmeno come si chiama, adesso vado a controllare e lo scrivo: porca puttana! Non l’avevo riconosciuto… E’ Alessandro Borghi, quello dei due che si redimeva in Non essere cattivo di Caligari. E dire che là Luca Marinelli gli rubava la scena in continuazione.
Ma in rete, scorrendo la sua carriera, vedo solo ora come siano anni che questo ragazzo, classe 1986, già stuntman, bazzichi il cinema e la tv noir di classe (con Sollima ha fatto anche Romanzo criminale 2), quindi era giusto che prima o poi gli dessero un ruolo di prima grandezza in un film destinato a incassare molto e a far molto parlare.

Terza sorpresa (lo ammetto: sono poco fisionomista): io, Antonello Fassari nel ruolo breve ma drammaticissimo del padre di Elio Germano, mica l’avevo riconosciuto. Sempre sia lodato Mymovies.

Conferme: Favino bravo come al solito, Germano bravo come al solito. Greta Scarano, bellissima e molto intensa, che già si faceva notare in Senza nessuna pietà, qui è la donna di Numero Otto, una tossica capace di lasciarci senza parole per i suoi improvvisi colpi di testa, compreso il gran finale.

Dialoghi: più che sufficienti. Sceneggiatura: da professionisti, per carità, ma tutto abbastanza prevedibile: Berlusconi (mai nominato) che sta per cadere, Ratzinger (mai inquadrato in volto) che sta per dimettersi, allusioni ai Casamonica, al Nero, allo Ior, e sempre ‘sta maledetta pioggia (v. sotto). Politicamente parlando, nulla di nuovo.

Poi, che dire?
Una Roma superficiale, girata in notturna, filtrata, sempre sotto la pioggia, un rimando quasi stucchevole all’immaginario di Sin city e di Blade runner. Musica a tutto spiano, onnipresente, fastidiosetta qua e là: ma possibile che non si possa fare cinema senza metterci il sottofondo musicale degli M83?

Altro motivo di profondo fastidio: ogni giornata in cui è scandito il film, è titolata dalla data e “meno x all’apocalisse”.
Sèè, va bene, ma Roma è Roma… un po’ di ironia, benché nera, non guasterebbe sulle macerie morali di una città che puttaneggia e capitaleggia da un paio di millenni.

E, guarda un po’ il caso, hanno appena annunciato una serie televisiva di 10 episodi basata sul film. Verrà prodotta da Cattleya, come il film, e Netflix  in collaborazione con la Rai. La serie sarà il primo Netflix Original italiano, e verrà distribuito su Netflix nel 2017 e in seguito trasmesso dalla RAI.
Insomma: siamo di fronte a un prodotto industriale coprodotto da network televisivi, ben pensato, ben confezionato, ben interpretato e concepito sin dall’inizio come format cinematografico destinato al travaso televisivo.
Sicuramente qualche spanna sopra Carabinieri 3, ma il noir vero è un’altra cosa.

 

Stefano Sollima
Suburra
Con Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano. Drammatico, ratings: Kids+13, durata 130 min. – Italia 2015 – 01 Distribution – uscita mercoledì 14 ottobre 2015.

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Pubblicato da su 26 ottobre 2015 in Salva & riguarda

 

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