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Un classico, un saggio e un gioiellino

17 Dic

Recensioni delle ultime settimane.

Il gioiellino è di Marcello Fois, meraviglioso scrittore sardo.

Non so niente della Sardegna, io. Purtroppo ci sono stata solo 10 giorni, troppi anni fa, in vacanza.
Però Fois mi incanta sempre. Ha qualcosa di stregonesco, sia nei libri di ambientazione contemporanea sia in quelli ottocenteschi.
Questo, in particolare, trovo che zoppichi molto, come giallo. Resta comunque un romanzo affascinante, e troppo corto come al solito.

dura-madre-marcello-foisMarcello Fois
Dura madre
Editore: Einaudi (Tascabili; 1175)
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 205
Formato: Paperback
Isbn-10: 8806167057 – Isbn-13: 9788806167059
Data di pubblicazione: 01/01/2003
Edizione 1

E veniamo al saggio. Che non è un libro facile.
Molta economia, molta filosofia, e il tentativo non so quanto riuscito di trovare una sintesi fra la scienza triste, o della scarsità di risorse, e le istanze etiche di qualcosa che forse scienza non è nemmeno più.

La sintesi, ovviamente, è e non può che essere la politica. Compito improbo, che infatti padre e figlio coautori del saggio (Robert Skidelsky, autorevole economista, e suo figlio Edward, docente di filosofia) tentano di buttare giù fra mille distinguo.

Lettura utile e istruttiva, soprattutto, a noi italiani come memorandum sui danni del thatcherismo e del reaganismo proprio mentre, con 25 anni di ritardo, il buon Matteo sta thatcherizzando l’Italia.

quanto-e-abbastanza-skidelskiRobert  e Edward Skidelsky
Quanto è abbastanza? – di quanto denaro abbiamo davvero bisogno per essere felici? Meno di quello che pensi
Editore: Mondadori (Strade blu. Non fiction)
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 305 – Formato: Paperback
Isbn-10: 8804626259 – Isbn-13: 9788804626251
Data di pubblicazione: 01/01/2013
Edizione 1 – Traduzione: Francesca Gimelli

Infine, il pezzo da novanta di questa settimana.
Era da aprile 1996 che tenevo in libreria, accuratamente piegata e sopravvissuta a tutti i miei traslochi, una pagina centrale di Repubblica. Si trattava di un lunghissimo articolo di Pietro Citati sulla vita di Dostoevskij (con particolare riferimento alla fase trascorsa all’estero e al gioco d’azzardo) e su genesi, tematiche e personaggi dei Demoni.

All’epoca io, di Dostoevskij, non avevo ancora letto niente. Negli anni successivi, pian piano, ho letto quasi tutto, ma I demoni no. Non mi sentivo proprio all’altezza, mi faceva paura, e lo so che è per via di quell’articolo.
Ogni tanto ci pensavo e mi dicevo: vabbe’, me lo tengo per la vecchiaia (e se poi non ci arrivo alla vecchiaia? bel problema). Rimandavo.

Poi, non so esattamente cosa mi sia scattato, ma dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 I demoni mi è tornato in mente. Finalmente avevo l’impulso, l’urgenza di leggerlo.
Sembrerà cretino, e forse lo è, ma pur avendo sempre saputo che parlava di terroristi nichilisti e atei che vogliono distruggere la Russia cristiana, mi sembrava il viatico ideale per capire dei terroristi credenti che vogliono distruggere un mondo ateo e materialista.
Sarà perché sono troppo lontani da me sia il nichilismo russo ottocentesco, sia il fondamentalismo islamico contemporaneo. E, non capendoli, e sapendo da molti altri esempi che di solito gli opposti estremismi finiscono diabolicamente per toccarsi, ho seguito il mio impulso, e ho fatto bene.

Non perché leggere I demoni mi abbia fatto capire gli uni o gli altri, naturalmente.
Solo (solo) perché leggerlo è una delle esperienze più totalizzanti che lettore possa sognare. Continuo a preferire I fratelli Karamazov, che da vari punti di vista mi appaga di più emotivamente, ma se per anni ho rimandato quest’altra opera temendone le difficoltà, il sottotesto filosofico etc., ho scoperto che le mie paure erano immotivate. I demoni, se vi piace leggere, è qualcosa di splendidamente trascinante, irresistibile, fino all’ultima parola.
Non è oscuro, anche se i suoi personaggi qua e là farneticano come predicatori da strapazzo. Non è più difficile degli altri romanzi di Dostoevskij. Non è più lungo. E’ solo più profetico.

E, a mio parere, non spiega i nichilisti dell’ottocento; non spiega i fondamentalisti islamici di oggi; spiega però benissimo lo stalinismo, i gulag, l’obbedienza cieca e il terrore dell’ Urss.

i-demoni-dostoevskij
Fedor M. Dostoevskij

I demoni
2 volumi
Editore: Garzanti
(I grandi libri Garzanti 17-18)

Lingua: Italiano
Numero di pagine: 759
Isbn-10: 8811370183
Isbn-13: 9788811370185
Data di pubblicazione: 01/01/2005
Traduzione: Francesca Gori
Prefazione: Fausto Malcovati

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Pubblicato da su 17 dicembre 2015 in Momenti di felicità su carta

 

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