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JFK – Sulle tracce degli assassini

14 Gen

TEMA: Le differenze tra la democrazia in America e in Italia

 

1) L’Italia è una democrazia, e c’è scritto che è anche fondata sul lavoro. In oltre, noi Italiani, abbiamo inventato molte cose tra cui: la Magna Grecia, gli Etruschi, i romani, l’impero romano, i Comuni, le Signorie, il Rinascimento, il Risorgimento, la Ducati e la Ferrari, e tutte queste cose ce le invidiano tutti all’estero.

Invece, gli Americani, poverini, non hanno inventato quasi niente, però la democrazia ce l’hanno anche loro, e siccome sono più grossi dicono che loro sono La Più Grande Democrazia Del Mondo.

2) Noi Italiani, andiamo a votare ma non crediamo mai a niente di quello che dicono i politici. Qualche Italiano crede a Padre Pio, qualcun altro alla Lotteria di Capodanno.
Invece, gli Americani, loro credono in Dio: infatti, c’è scritto sui loro soldi.
Credono anche molto ai politici, anche se li votano come noi. Ci credono così tanto, che quando gli viene il dubbio che un politico dice le bugie, gli fanno il processo.

3) Noi Italiani, c’abbiamo i servizi segreti come ogni stato importante, ma non sappiamo cosa fanno di preciso.
Qui c’è una somiglianza, perché neanche gli Americani sanno cosa fanno i loro servizi segreti. Però, siccome che loro sono La Più Grande Democrazia Del Mondo, i loro servizi segreti sono molto generosi e vanno ad aiutare i popoli più sfortunati a trovare la Democrazia anche loro, aiutandoli con le buone, ma quando occorre anche con le cattive. E siccome sono generosi, non chiedono neanche grazie, anzi dicono: Caro popolo sfortunato, fai finta di non conoscerci, noi non vogliamo ringraziamenti pubblici.

4) Noi Italiani, non lo sappiamo di sicuro cosa hanno fatto i servizi segreti a Ustica, a Piazza Fontana, alla stazione di Bologna, nel rapimento Moro etc., però noi siamo sicuri che loro c’entrano e che prima o poi ce lo racconteranno come hanno fatto a fare tutto.
Invece, gli Americani, poverini, non solo non lo sanno come hanno fatto i loro servizi segreti ad aiutare la Democrazia in Congo, in Guatemala, a Cuba, in Vietnam, in Persia, in Iraq, in Afghanistan (e qui mi fermo sennò facciamo notte e poi ho un foglio protocollo solo), ma non si accorgono neanche se i servizi segreti fanno qualche cosa in casa loro, anzi si arrabbiano moltissimo se qualcuno fa 2 + 2 e glielo fa notare, agli Americani.

Il signore che ha scritto questo libro è un tipico esempio di questa abitudine degli Americani di non voler pensare mai male dei loro servizi segreti anche quando erano gli unici che avevano il potere, il movente, l’occasione, le armi e tutto l’ambaradàn, e quindi, invece di ringraziarlo, la maggior parte degli Americani gli ha sputato in faccia.

5) L’ultima differenza che mi viene in mente, anche se non riguarda la democrazia, è che nei film Italiani non succede mai niente e c’è sempre uno che si lamenta.
Al contrario, nei film Americani, succedono tante ma tante cose, e c’è sempre uno che dice a un altro “Andrà tutto bene” e quando lo dice ci crede veramente.

 

JFK

Jim Garrison
JFK – Sulle tracce degli assassini
Editore: Editrice L’Unità
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 390
Formato: Paperback
Isbn-10: A000105106
Data di pubblicazione: 01/11/1993
Edizione 1
Traduttore: Claudio Mussolini

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Pubblicato da su 14 gennaio 2016 in Momenti di felicità su carta

 

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