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I libri come pestilenza da evitare

13 Mag

Qualche settimana fa, a una cena in pizzeria, c’era una mia conoscente; una bella donna, molto dolce. Parlavamo d’insonnia e di altri problemi comuni.
Lei non solo ha problemi ad addormentarsi, non solo si sveglia nel cuore della notte, non solo ha il risveglio precoce. Fa anche incubi, …

anzi un incubo, sempre lo stesso, per il quale penso, e gliel’ho detto, che la psicanalisi aiuterebbe. Sogna che sua sorella lascia il marito, la famiglia si sfascia e lei precipita in un abisso di dolore.
Era veramente angosciata. Mi è venuto spontaneo buttare lì, almeno per il problema del prendere sonno: “Ma, magari, prima di andare a letto, leggere qualche pagina di un libro a caso…”
Mi ha guardata con vero e genuino terrore, agitando le mani: “No no, io non leggo.”
“Ah vabbé, ma magari una rivista, che so, qualcosa di leggero…”
Altro lampo di terrore negli occhi: “No no, guarda, io non leggo neanche dalla parrucchiera.”
Ho lasciato perdere, avvilita.
Mi sentivo quasi una stalker, e anche un po’ in colpa per questo tentativo di imporre il mio modello culturale a una persona che per vari motivi non ha gli strumenti culturali che io sono fortunata ad avere.

Questa donna credo abbia la terza media, fa la cuoca in un asilo, ma forse non è questo il punto. Ci sono lettori, e addirittura scrittori, che la scuola l’hanno vista solo da lontano, eppure.

No. L’angoscia, la paura, il vero e proprio spaesamento alla sola idea di dover tenere tra le mani un oggetto creato per essere letto, un oggetto che LEI dovrebbe (sarebbe costretta a, perché volontariamente non accadrà mai) leggere, anche se forse non li avevo mai visti così manifesti e spontanei, senza la vergogna e le scuse che persone con altri status mentali più borghesi metterebbero avanti (“Non ho tempo”; “C’ho i figli”; “C’ho il lavoro” etc.), sono gli stessi di molti altri miei amici, conoscenti, familiari.
Molti dei quali laureati.
Molti dei quali insegnanti.
E non c’è evidentemente nulla, né scuola, né tv, né festival né possessioni aliene, che possa cambiare questa irreversibile deriva, la quale riduce noi lettori italiani a borderline disadattati, e fa dei non lettori la norma, anzi la sana normalità.

E niente. Tutta questa pappardella solo perché mi andava. E perché io invece mi vergogno, mi pento e mi dolgo di essere arrivata così tardi a leggere questa meraviglia di Camus.

Albert Camus
La peste
Editore: Bompiani
Lingua: Italiano
Numero di pagine: 245
Formato: Tascabile economico
Isbn-10: 8845247406 
Isbn-13: 9788845247408 
Data di pubblicazione: 06/12/2000 
Edizione 32

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Pubblicato da su 13 maggio 2017 in Momenti di felicità su carta

 

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